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Ingannando Houdini: intervista ad Alex Stone


AlexStoneAlex Stone è una figura interessante nel panorama dell’arte magica. Perché non è solo un prestigiatore. Non è solo un illusionista addentro alle varie tecniche cartomagiche, oppure mediante monete e tutte le altre possibilità che offre di ingannare i sensi e la mente del prossimo la cosiddetta magia “a vista” (tecnicamente micromagia, in lingua close-up magic). Per eseguire questi numeri magici con efficacia occorrono anni e anni di studi teorici, ma soprattutto pratici. Allenamento continuo. Per alcuni addirittura ossessivo. Meglio se sotto la guida di maestri esperti. Professionisti magari pluripremiati nei vari consessi internazionali. Alex Stone si racconta appassionatamente, ironicamente e pure spudoratamente, in questo suo libro di memorie magiche: Ingannando Houdini. Prestigiatori, mentalisti, patiti di matematica e poteri nascosti della mente.

Una vera e propria autobiografia, unica nel suo genere, degna di un film, di cosa significhi, cosa debba affrontare chi si avventuri, da zero, lungo il tortuoso, ispido cammino, per assurgere al titolo di “mago”. In un ambiente, quello dei professionisti dell’arte magica, molto selettivo, esclusivo, geloso dei propri segreti. Alex Stone passerà infatti i suoi guai per avere svelato alcuni di questi segreti su una rivista destinata al pubblico generico. Ma proprio perché, come dicevo all’inizio, Alex Stone non è solo un illusionista. È anche un divulgatore scientifico con una formazione in fisica. Ha una mentalità da ricercatore e di sperimentatore. E del resto la magia, al pari della scienza è, al più alto livello, ricerca, sperimentazione e innovazione. Continue. Costanti. Viceversa non avrebbe potuto sopravvivere, evolversi, adattarsi ai gusti del pubblico anche attraverso le nuove tecnologie, per migliaia di anni fino ai giorni nostri.

Alex Stone si rende conto presto che la magia è anche, soprattutto, psicologia. Perché, come dice un principio assoluto della magia, “non avviene nelle mani del mago ma nella mente dello spettatore”. Se ne rende conto a tal punto Alex Stone, che per approfondire gli aspetti percettivi e cognitivi della magia incontra, impressiona con i suoi trucchi e infine collabora con la psicologa ricercatrice Arien Mack, allora direttrice del Perception Lab presso la New School for Social Research di New York,  in ricerche sull’attenzione e sviamento dell’attenzione (misdirection, la pietra miliare di tutta la magia).

La magia esiste perché i nostri sensi sbagliano. La nostra percezione è fallace. La nostra attenzione può essere sviata. La nostra memoria non è perfetta. Addirittura la nostra mente può creare false memorie. Tutto nella magia, come del resto nell’inganno e nella truffa, affonda le proprie radici nella psicologia. Come scrive Alex Stone: «Come per ogni trucco magico, la sola tecnica non è che una piccola parte dell’illusione. La psicologia è l’ingrediente segreto».

Ecco allora che i trucchi magici entrano sempre più spesso nei laboratori di ricerca psicologica e neuropsicologica: rappresentano mezzi perfetti per indagare la mente umana. Specie con il supporto delle moderne tecniche di registrazione e visualizzazione dell’attività cerebrale. Un campo affascinante, promettente, da cui sgorgano sempre più stimoli e pubblicazioni scientifiche. Il rapporto tra magia e scienza è agli inizi, ma già promette bene. E personaggi come Alex Stone stanno dando e daranno contributi certamente importanti.

Perché hai intitolato il tuo libro Fooling Houdini (Ingannando Houdini in italiano)?

Il titolo del libro allude a una storia su Dai Vernon, il più influente artista di primo piano del ventesimo secolo, anche conosciuto come “The Man Who Fooled Houdini”. Houdini si vantava che nessun uomo potesse ingannarlo tre volte con lo stesso trucco. La magia dipende molto dall’elemento sorpresa, motivo per cui ai maghi non piace ripetere un effetto per lo stesso pubblico. Gli anni passarono e la sfida andò insoddisfatta. Poi, nel 1922, durante una cena tenuta in onore di Houdini, Dai Vernon, di cui pochi avevano sentito parlare all’epoca, mostrò a Houdini la versione di un trucco chiamato “carta ambiziosa”: una carta firmata ritorna in cima al mazzo dopo essere stato messa nel mezzo. Vernon ha ripetuto l’effetto molte volte e Houdini è stato completamente ingannato! Più in generale, il titolo del libro si riferisce al fatto che i maghi cercano sempre di ingannarsi l’un l’altro con nuovi trucchi.

Parli di magia come di un “linguaggio universale” che raggiunge tutti. Intendi come l’arte o la musica?

Sì! Puoi fare un trucco magico per qualcuno in qualsiasi parte del mondo e di solito sorriderà. Tocca qualcosa in noi che è legato alla nostra natura profonda, credo.

Qual è la relazione tra magia ed emozioni? E tra magia e memoria?

Penso che tutta la magia, o almeno tutta la buona magia, generi potenti emozioni. La memoria è difficile e le persone spesso hanno difficoltà a ricordare correttamente cosa succede in un trucco. (Le emozioni, ovviamente, influenzano anche il modo in cui ricordiamo le cose). I maghi cercano intenzionalmente di fare confusione con i ricordi delle persone, così il pubblico crederà che una cosa sia accaduta quando in realtà qualcos’altro ha avuto luogo. Ma ciò che la magia rivela è che il ricordo è fallibile e può essere manipolato. Qualcosa che va ben oltre la magia.

Un mago può essere ingannato?

Assolutamente! Questo è uno dei malintesi che molte persone hanno sulla magia. I maghi, infatti, si prendono sempre in giro l’uno con l’altro con nuovi trucchi. Ci sono tornei in tutto il mondo in cui i maghi competono l’uno contro l’altro. Questo spirito competitivo guida una notevole innovazione nella creazione di nuovi effetti.

Cosa consiglieresti a coloro che vogliono difendersi dalla frode, dall’inganno e dalla manipolazione della vita quotidiana?

Beh, consiglierei di leggere e studiare la base della psicologia delle truffe. La maggior parte delle truffe ha qualcosa in comune. Primo e soprattutto: se qualcosa sembra troppo bello per essere vero, come si è soliti dire, allora lo è quasi sempre.

Scrivo e dico spesso che la magia è “darwiniana”, evolutiva: si adatta ai gusti, alle culture e soprattutto fa uso di tutto ciò la tecnologia e la scienza si rendono disponibili in un determinato momento della storia. Sei d’accordo?

In una certa misura direi di sì. Come tutta l’arte è conforme ai gusti del momento e cambia con la sensibilità delle persone. Ma ci sono anche aspetti senza tempo della  magia, ecco perché vedi trucchi simili che attraversano i secoli.

La magia è una psicologia empirica, sperimentale, che attraverso i  secoli ha fatto scoperte sulla percezione, la memoria e l’illusione. Scoperte che la psicologia cognitiva ha recentemente iniziato a capire. Come può la magia oggi aiutare la psicologia e le neuroscienze?

La magia, nel suo cuore, sta giocando con i limiti della percezione umana. Nel cercare di capire la magia, finiamo per fare domande su come la mente percepisce il mondo e analizza l’esperienza quotidiana, su come funziona la mente. E perché a volte fallisce. Studiare il modo in cui la magia ci inganna è una finestra sul cognitivo sottostante, sui meccanismi che ci rendono umani. Alcuni neuroscienziati ora stanno persino usando magia per studiare il cervello.

Studiare fisica ti ha aiutato a diventare un mago? Come?

Penso che entrambi comportino un simile fascino per il mistero e lo sconosciuto. Inoltre, ci sono molti trucchi che coinvolgono la matematica. Ancora, entrambi sono abbastanza nerd!

Quanti anni e quante ore di allenamento al giorno ci vogliono diventare un buon mago?

La cosa bella della magia è che puoi iniziare a farlo subito. Ci sono molti trucchi divertenti per i principianti. Non credo davvero nella “regola delle 10.000 ore” di pratica. Ognuno è diverso. Ma diventare un esperto richiede anni lavoro diligente.

Parli della passione per la magia e per sempre nuovi trucchi come  di una “droga”: perché?

Penso che sia avvincente. Da quando ho imparato il mio primo trucco ero “agganciato.” Una volta che inizi vuoi proseguire, desideri imparare sempre cose nuove, effetti sempre più creativi.

Perché forme di magia come il mentalismo e la Bizarre Magick hanno successo oggi?

Sono forme di magia che attirano una nostalgia gotica, sorte di recente. Ma anche queste espressioni mostrano una magia differente da quella a cui siamo abituati. Soprattutto il mentalismo può sembra qualcosa di completamente diverso, motivo per cui molte persone sono convinte che sia in qualche modo reale. È importante riconoscere, tuttavia, che comunque è tutto, ancora, una sorta di inganno.

Cosa consigli a un ragazzo che oggi voglia intraprendere una carriera come mago?

Circondati di altri appassionati di magia. È la cosa più importante. Compra alcuni libri e video, carte e monete. Basta iniziare. Divertiti!

Cosa ne pensi dei tutorial in rete: sono dannosi o utili per la magia?

Penso che siano molto utili. Aiutano le persone ad imparare la magia, chiunque può farlo. Impara ora. Sono grandiosi e conducono alla feconda impollinazione incrociata di idee.

Due domande all’editore italiano di Ingannando Houdini. Paolo Michelotto, in società con i fratelli, ha fondato nel 1994 “Mondo Troll” che si occupa di pubblicare libri e video, organizza workshop e vende materiali correlati alla magia e prestidigitazione, all’animazione e agli argomenti correlati.

Perché avete deciso di pubblicare in italiano il libro di Alex Stone che si discosta dai consueti “manuali magici”?

Il libro di Alex Stone è una lettura affascinante per il lettore che non sa nulla di magia. copertina ingannando houdini frontePer chi ne sa qualcosa ed è appassionato, come noi, è doppiamente affascinante. Racconta di persone reali esistenti nel mondo dell’illusionismo, di episodi accaduti nei congressi magici, di tecniche “impossibili”, di storie vecchie ma viste sotto un’altra luce, di corsi avanzati con personaggi famosi. E racconta la dedizione quasi maniacale per quest’arte. È un inoltrarsi in profondità nel mondo della magia con gli occhi di un prestigiatore estremamente abile non solo nella sua arte, ma anche in quella della scrittura. Per noi come editori è quindi un privilegio aver pubblicato un libro così ricco, emozionante, divertente e approfondito sull’arte a cui da 20 anni ci dedichiamo.

A chi si rivolge Ingannando Houdini?

È un libro divertente, curioso e ricco che può essere letto da chi non conosce per niente la magia, dal neofita assoluto di quest’arte, ma anche da chi ha ottime conoscenze e esperienze magiche, che troverà rispecchiate nei diversi capitoli.

Ingannando Houdini su Mondo Troll 

“The Science of Magic and the Art of Deception” video con Alex Stone 

 

Enzo Soresi: il convegno sulla longevità di Padova


Longevity_Padova_OKDi recente, a Padova, nell’aula magna dell’Università titolata a Galileo Galilei, si è tenuto, organizzato dalla Solgar, un convegno di grande prestigio, sulla longevità,  orientato su coinvolgimento genetico, stile di vita e  strategie nutrizionali per vivere più a lungo.

Il dato  paradossale  emerso dalla prima relazione è  quello che nel 2024 gli obesi nel mondo occidentale supereranno  i 600 milioni di persone.  Si  tratta  di una vera e propria epidemia, incontrollabile. D’altra parte  ovunque ci si giri  l’offerta di cibo è diventata la vera pandemia. Un piccolo esempio: uscito dal convegno e recatomi alla stazione ferroviaria, nel bistrò  annesso,  l’offerta di cibo era imbarazzante, montagne di pacchi di biscotti disseminati sui tavoli, una vetrina con pizze succulente era adiacente al bancone del bar e, personalmente, alle cinque del pomeriggio, ho fatto fatica a non addentare una brioche salata farcita di prosciutto crudo e mozzarella che occhieggiava  dalla vetrinetta mente attendevo il mio austero caffè lungo.

Il paradosso era che la relazione più prestigiosa la aveva tenuta, nel pomeriggio, il   prof. Miguel Martinez Gonzalez ed il focus dei suoi studi,  che coinvolgevano oltre venti istituzioni in Spagna, era sulla  “restrizione calorica” ed i suoi vantaggi in termine di longevità, se incentrati sulla dieta mediterranea.

Con enorme soddisfazione mia e del coblogger Pierangelo Garzia con cui pubblicammo Mitocondrio mon amour  nel 2015,  le relazioni incentrate sul mitocondrio hanno confermato l’importanza di  questo batterio nel mantenerci giovani se ci impegnamo in una moderata attività fisica,  almeno due ore e mezza alla settimana di cammino veloce.  Il mitocondrio inoltre è da anni l’oggetto delle ricerche  del rettore dell’Università di Padova, prof. Rosario Rizzuto,  che, con tecniche di fluorescenza è riuscito a dimostrare la fondamentale importanza di questo  batterio per la vita e la nutrizione della cellula.

Concludendo dopo otto ore di relazioni prestigiose,  i marker di lunga sopravvivenza e buona qualità di vita sono risultati tre: fitness moderato, dieta mediterranea modificata ad un basso indice glicemico e restrizione calorica (20 % in meno rispetto al nostro fabbisogno).

In aggiunta,  stante la mia veneranda età,  ho chiesto al prof. Giovanni Scapagnini, neuroscienziato di fama internazionale, quali fossero i migliori integratori per la difesa del nostro cervello dall’invecchiamento. La risposta è stata un po’ sofferta come se qualcosa di nuovo fosse in arrivo ma poi ha confermato che le tre sostanze più valide da assumere per mantenere il cervello giovane a tutt’oggi sono: omega tre, curcuma ed omotaurina!

Cancro e obesità: rischio maggiore nella donna


2017_wcd_internal_banner.pngSconfiggere il cancro. Piacerebbe a tutti liberarsi da questo incubo che, in un modo o nell’altro, in un tempo o in un altro, finisce col toccare tutte le famiglie. In occasione della Giornata mondiale del cancro di domani, 4 febbraio, il Cancer Research del Regno Unito ha diffuso le previsioni epidemiologiche dei tassi di diffusione della malattia oncologica nei prossimi 20 anni. Cosa ne emerge?

La prevenzione è ancora il modo migliore per tenersi lontani dal cancro. In particolare nella donna. Dato che, avanti di questo passo, secondo gli studi previsionali, gli stili di vita saranno ancora i maggiori responsabili della “bomba a tempo” oncologica  dei prossimi decenni. Le donne rischieranno di ammalarsi sei volte più degli uomini a causa dell’obesità.  Nella prospettiva che i due terzi degli adulti saranno in sovrappeso e obesi.

Se è vero che i tassi di obesità sono più alti negli uomini che nelle donne, diversi tumori femminili hanno una stretta relazione con l’aumento di peso, in particolare il cancro al seno, all’utero e quello ovarico. Sempre nelle donne, altrettanto dicasi per un altro fattore di  rischio evitabile: il fumo. Tenuto conto che la diffusione massiva del fumo tra le donne, anche tra le giovanissime, è recente, gli effetti deleteri sulla salute stanno emergendo ora e proseguiranno negli anni a venire.

In sintesi, la buona notizia: per scongiurare le previsioni epidemiologiche del cancro dei prossimi 20 anni, le donne dovrebbero tenersi lontani dall’obesità e dal fumo. Comportamenti e rischi del resto evitabili e rimediabili.

Women’s cancer rates rising faster than men’s

 

La scienza della magia


magiaokokok002Come ho avuto modo di dire e scrivere altre volte, la psicologia, le scienze cognitive e le neuroscienze stanno da alcuni anni studiando la magia (nel senso di prestigiazione, illusionismo, mentalismo) in quanto miniera di conoscenze sugli inganni della mente. La magia è di fatto, oltre che forma di spettacolo antica quanto l’uomo, una scienza empirica. Una scienza che, per tentativi ed errori, utilizza trucchi ed espedienti per ingannare e manipolare la percezione, la memoria, le emozioni.

Si tratta di trucchi ed espedienti che costituiscono un vero e proprio corpo di test proiettivi, oltre che percettivo-cognitivi. Un corpo di test sviluppato non in laboratorio, ma bensì nella vita reale, nell’arco di secoli. Ecco dunque che oggi, psicologi, psichiatri e neuroscienziati, che magari sono allo stesso tempo prestigiatori professionisti, o cultori della materia, si fanno promotori di una neonata “scienza della magia”. Più nell’area anglo-america che non europea o italiana. Anche se pure in Italia la disciplina viene seguita da alcuni psicologi e psichiatri, esperti o addirittura praticanti di illusionismo.

A tal proposito, ecco quanto scrivono gli psicologi e ricercatori francesi Cyril Thomas e André Didierjean nel loro articolo “La magia in laboratorio” pubblicato dal numero di questo mese (gennaio 2017) della rivista “Mente & Cervello”: «Il mago può manipolare alcuni processi cognitivi molto simili a quelli che i ricercatori hanno evidenziato. Ma il mondo della magia offre probabilmente un terreno di gioco molto più ampio, ricco e complesso di quello già esplorato. Siamo certi che lo studio approfondito dei trucchi più moderni porterà alla luce nuovi meccanismi mentali ancora sconosciuti. E siamo anche sicuri che i maghi non abbiano finito di soprenderci…».

Aggiungo di mio che i maghi non hanno di certo finito di sorprenderci, perché, come ho già scritto, la magia è darwiniana, evolutiva. Se è durata così tanto attraverso i secoli, resistendo pure alla magia di altre forme di spettacolo, come ad esempio il cinema, è in ragione del fatto che i maghi utilizzano trucchi ed espedienti vecchi come il mondo, ma nello stesso tempo li attualizzano continuamente e inglobano l’uso di conoscenze scientifiche e delle tecnologie disponibili. Oggi, ad esempio, si fanno illusioni magiche anche con smartphone e tablet. Inoltre, ritengo che lo studio della magia sia molto utile anche per la psicologia dell’inganno, rispetto alla conoscenza di come si mettano in atto truffe, imbrogli e raggiri o, in senso sociologico e di storia e filosofia delle religioni, sui meccanismi culturali e psicologici alla base della formazione delle credenze.

Vedi anche:

La magia funziona perché la coscienza è imperfetta

Psicologia e scienza della magia

Psicologia e scienza della magia: intervista a Gustav Kuhn

Psicologo e mago: a lezione da Anthony Barnhart, in arte Magic Tony

Guardare e non vedere: la cecità attentiva in uno sketch dei Monty Python

Si può derubare con l’ipnosi?


RobbinsNe parla oggi su “Repubblica” il giornalista e scrittore Piero Colaprico: filippini di Milano derubati con tecniche ipnotiche. Tecniche che in realtà non sono ipnosi in senso stretto, ma un insieme di procedure psicologiche che deviano l’attenzione, inducono confusione mentale, aprono le porte alla suggestione e alla manipolazione.

Lo raccontavo proprio una settimana fa a una affollata classe di studenti del secondo anno di psicologia clinica della Cattolica di Milano, ai quali tenevo una lezione sul “cervello illuso”, su invito del loro docente Enrico Molinari. Avevo pure chiesto se qualcuno di loro era stato derubato in pubblico, sulla metro. Una ragazza raccontò che alcuni le si erano accostati nella metro parlandole in inglese e chiedendole informazioni mentre le mostravano una cartina. Un altro, apparentemente indipendente, appena si fermò la metro in stazione, si mise ad urlare che la “stavano derubando”. Fatto sta che tanto l’avvisatore che i tizi che le chiedevano informazioni, si dileguarono in fretta. Con il cellulare della ragazza che “tenevo in mano”.

Sono tecniche di sviamento dell’attenzione e di induzione di stati di suggestione, in cui è più facile essere manipolati, che i prestigiatori e i mentalisti conoscono molto bene.  Lo stesso Colaprico, nel suo articolo, annota:  «le vittime sono incappate in ciò che i mentalisti e i prestigiatori chiamano “rottura dello schema”». Si tratta di un insieme di tecniche di imbroglio e sviamento dell’attenzione (misdirection) che confluiscono nella sottrazione di oggetti, sia di valore che  non (orologi, portafogli, ma pure occhiali) che alcuni prestigiatori specializzati in “pickpocket” utilizzano con il massimo della maestria. Teniamo conto che un ladro, un borsaiolo, può allenarsi ore e ore ogni giorno, sotto la guida di “maestri borsaioli”, maestri nell’arte dell’inganno e della truffa. Quanti di noi si allenano altrettanto per fronteggiare gente simile? Si veda ad esempio quanto un prestigiatore come Apollo Robbins, considerato il massimo esecutore di pickpocket, per fortuna ad uso di spettacolo, mostra durante una conferenza TED (il filmato su Youtube è stato visto da oltre sei milioni di persone). E del resto, tecniche simili, come ho scritto nel mio saggio “Le basi cerebrali e culturali della magia” (Magia, 2015) sono comuni a truffe, inganni e imbrogli.

Uno psichiatra e studioso di tecniche magiche come Matteo Rampin, consulente e docente anche per le forze di polizia, ci ha del resto scritto sopra un intero trattato, assieme ad prestigiatore e funzionario bancario del settore antifrode, Ruben Caris: “Fraudologia. Teoria e tecniche della truffa”. In seguito, lo stesso Rampin, ha rincarato la dose pubblicando:  “Manuale del borseggiatore. Scienza e tecnica del furto con destrezza”. Che si spera sempre non finisca nelle mani sbagliate, tipo i derubatori di filippini.

Che poi i turlupinati e derubati siano soprattutto filippini, potrebbe non essere un caso, ma una scelta 51AF6WI3OVL._SX343_BO1,204,203,200_deliberata. Sulla base di cosa? Una maggiore attitudine delle persone di quella nazionalità a seguire gli ordini, ad adeguarsi alle richieste, ad accondiscendere, in definitiva quella che gli etnologi chiamarono “mentalità coloniale”. Un po’ come accade agli anziani, continuamente vittime di raggiri, truffe e imbrogli, in un mondo che, come cantava Venditti, è sempre più di ladri. Imparare almeno a riconoscere e a difendersi dalle tecniche di manipolazione mentale, tuttavia, non sarebbe male. E neppure così complicato

Per approfondire:

Piero Colaprico, “A me gli occhi e dammi i soldi”. L’ipnotizzatore di colf che spaventa Milano

Fraudologia: imparare a truffare per non essere truffati. Ovvero: l’effetto “nonna di cappuccetto rosso”

The art of misdirection | Apollo Robbins

Solo ansia? Parliamone


ANSIAI pazienti con disturbi d’ansia potrebbero soffrire di una costellazione di condizioni fisiche associate (comorbidità), andando a costituire una vera e propria sindrome denominata ALPIM che comprende l’ansia e quattro domini: mollezza delle giunture, disturbi algici (dolori diffusi), disordini del sistema immunitario e disturbi dell’umore. La prevalenza di questi domini di comorbidità in pazienti con disturbi d’ansia è risultata molto superiore a quella riscontrata nella popolazione generale. Gli autori del lavoro qui sotto citato, avevano precedentemente osservato nell’esperienza clinica e dalla letteratura che esistono correlazioni fra disordini d’ansia e malattie fisiche. Su queste basi hanno definito dei “domini “ in cui le comorbidità esistono all’interno di uno spettro: i pazienti potrebbero esperire un disordine all’interno di un solo dominio fino a disordini  multipli all’interno di più domini.

Il dominio dell’ansia ad esempio include il disturbo di panico, l’ansia generalizzata, la fobia sociale e l’insonnia cronica. Il dominio della lassità include fiacchezza delle articolazioni, prolasso della valvola mitrale, scoliosi, facile formazioni di lividi. Il dominio del dolore comprende la fibromialgia, cefalea cronica, cistite interstiziale, prostatite.ì, intestino irritabile. Nel dominio immunologico rientrano asma, ipotiroidismo, sindrome della stanchezza cronica e rinite allergica. Il dominio dell’umore comprende disordini bipolari, episodi di depressione maggiore e tachifilassi ai medicamenti antidepressivi.

I ricercatori hanno successivamente sviluppato l’ALPIM inventry Questionnaire che è stato smmnistrato a 72 pazienti con disturbi d’ansia dimostrando che la prevalenza delle condizioni comorbide era costantemente più elevata in questo gruppo che nella popolazione generale. La prevalenza della fibromialgia, ad esempio, è stata dell’80,3 % rispetto al 2,1 della popolazione generale e quella dell’intestino irritabile del 76,3 % rispetto al 5,7 della popolazione generale. In sostanza questo articolo convalida le teorie del mio libro “Il  cervello anarchico” confermando che alla base del nostro benessere vi è una corretta impostazione dei flussi emozionali che attraverso la PNEI ( psico-neuro-endocrnino-mmunologia) gestiscono nel bene o nel male il nostro stato di salute.

L’ultimo caso clinico, che è giunto alla mia attenzione in questi giorni, riguarda una donna di 40 anni che dopo il parto del suo secondo bambino ha sviluppato una polmonite recidivante su base autoimmune di difficile diagnosi e gestione terapeutica e solo alla fine della visita ho scoperto, per caso, che la paziente assume da anni due farmaci antidepressivi in quanto sofferente di insonnia cronica per ansia generalizzata. A fianco di questa paziente vi era costantemente il marito per sua ammissione ipocondriaco.

Coplan J. Et al. A novel Anxiety and affective spectrum Disorder of Mind and Body. The ALPIM ( Anxietj – Laxity . Pain –immune Mood ) Sindrome. Apreliminary report  J. Neuropsichiatry clin. Neurosc. 2015 27-93 – 103

La medicina è una scienza?


MicroMega_05-2015_294Tutto il successo della attuale medicina è basato sulle probabilità statistiche, in altre parole, si prende un farmaco di cui si vuole testare la validità e lo si da al 50 % delle persone malate, all’altro 50 % si da un farmaco la cui attività è già dimostrata oppure si somministra un placebo cioè una pillola senza attività farmacologica. Se i risultati sono statisticamente significativi , a favore del farmaco nuovo, questo viene immesso  in commercio. Che questo modo di procedere sia valido lo dimostrano i grandi passi della medicina moderna con il notevole allungamento della vita media. Perché è giusto procedere in questo modo? Semplicemente perché in ogni individuo la malattia può avere un andamento diverso per cui è impossibile prevederne l’evoluzione con esattezza viste le variabilità soggettive ed ambientali.

Anche le guarigioni miracolose fanno parte della casistica generale per cui anche una malattia mortale, in alcuni casi, non porta a morte sia che si vada a Lourdes sia che si stia a casa propria od in un ospedale di periferia. In altre parole, scrive Carlo Rovelli in un illuminante saggio apparso su Micromega del maggio 2015, la medicina ha sempre a che fare con l’incertezza. Facciamo un esempio illuminante se a 500 persone ammalate di polmonite noi somministriamo la penicillina 499 guariranno ed una morirà. Se ad altre 500, anch’esse ammalate di polmonite, invece somministriamo acqua e zucchero 495 moriranno e 5 sopravviveranno. Quindi se una persona è lucida e si ammala di polmonite  priviligerà la cura con penicillina invece che quella con acqua e zucchero. La  decisione pertanto  di prendere la penicillina è basata su una intelligente gestione dell’incertezza.

Fino a non molti anni fa i medici invece si basavano sul caso clinico e sulla loro esperienza diretta per cui se alla somministrazione di un farmaco seguiva la guarigione si convincevano che quel farmaco guariva quella malattia per cui il risultato era un grande uso di pratiche terapeutiche inutili. Classico esempio fu quello dei salassi o dell’uso delle sanguisughe ai primi del ‘900 in quanto, se si osservava una guarigione da salasso, si attribuiva al salasso proprietà guaritrici e quindi si proponeva il salasso a tutti senza rendersi conto che si trattava di guarigioni spontanee e del tutto casuali come sempre avviene. Lo stesso modo di procedere avviene per quelli che si affidano all’omeopatia o ai viaggi Lourdes le cui guarigioni sono del tutto casuali. Da qualche tempo, su internet, è comparsa la terapia della artemisina, una pianta con attività antimalarica, come valida nella cura delle neoplasie. Anche in questo caso è successo che in alcuni casi si sarà  osservata una guarigione del tutto casuale durante la somministrazione di artemisina e si è ascritta a questa pianta attività antitumorale. Purtroppo l’artemisina non è una cura contro il cancro e l’unico vantaggio nell’assumerla è quello che non fa male e costa poco se poi qualcuno risponde come potenziamento dell’effetto placebo che ben venga anche l’artemisina. Stiamo però attenti, nella gestione dell’incertezza, a  non privilegiare l’artemisina a terapie più consolidate.