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Mentre dormi il tuo corpo ti cura


RitmiCircadianiOKQuanto è importante il sonno. Quanto è fondamentale dormire bene. Lo dico da anni, e lo ribadisco ogni volta che una nuova ricerca lo conferma. Tanto da essermi inventato uno slogan: mentre dormi il tuo corpo lavora. Dovrebbe stamparselo su un cartello e rileggerselo ogni persona convinta che il sonno sia una perdita di tempo, che le ore di sonno si possono giocare a piacere, dedicandosi al altro – divertimenti, lavoro o semplicemente tv.

L’equivoco nasce dall’errata percezione che la nostra vita organica sia solo e unicamente legata alla veglia, allo stato cosciente, alla vigilanza. In realtà il nostro corpo non si esprime solo e unicamente nella veglia e nello stato vigile, svolge e sviluppa molte altre funzioni in altri stati di coscienza, naturali o indotti che siano, tra questi il sonno. Basterebbe riflettere su questo: vi fareste eseguire un intervento chirurgico importante e prolungato senza anestesia? Tutte le funzioni vitali del nostro corpo avvengono indipendentemente dalla nostra consapevolezza e dalla nostra volontà. Il nostro corpo ha una necessità naturale di seguire ritmi biologici regolati da milioni di anni, ad esempio dall’alternarsi luce-buio. Ritmi circadiani alterati dall’avvento della modernità, della luce artificiale e dalla possibilità di stare svegli 24 ore su 24.

Dormire le giuste ore di sonno e, soprattutto, un sonno di buona qualità, influisce su tutti gli aspetti vitali del nostro corpo. Dagli ormoni, ai geni, all’equilibrio psicofisiologico. Chi dorme poco e male, alla lunga si ammala. Chi è affetto da obesità rischia di dormire male, patendo di apnee notturne, ed entrando in un circolo vizioso in cui il dormire poco e male rafforza i meccanismi metabolici che sostengono l’obesità.

Molti studi stanno indagando i rapporti tra sonno e obesità, tra sonno e livelli di insulina e leptina, l’ormone della sazietà. Non è infatti un caso che chi si corica tardi, verso mezzanotte senta lo stimolo di mettersi a mangiare qualcosa: gli “spuntini di mezzanotte”. E se si cede a questa tentazione, alla lunga si alterano i ritmi circadiani di fame-sazietà, i livelli di insulina, con rischio di obesità e diabete. Lo sviluppo di diabete e obesità avviene per una serie di ragioni, si parla infatti di cause multifattoriali. Ma siccome contano i geni ma pure l’epigenetica, l’ambiente, gli stili di vita e, tra questi, il sonno è un  fattore che si rivela sempre più importante. E’ una delle ragioni per cui i lavoratori notturni, alla lunga, sono maggiormente a rischio di andare incontro a malattie metaboliche e cardiovascolari.

Il sonno non è solo importante, è terapeutico. Non c’è bisogno della scienza per sapere come ci sentiamo dopo una giusta e buona dormita. Il sonno è salutare. Su tutto il nostro metabolismo. Come mostrano studi recenti, la prova di nesso causale tra sonno e metabolismo è stato rilevato da studi di deprivazione del sonno, in volontari sani, in laboratori del sonno o nei loro normali ambienti.

Le ricerche sul sonno più recenti, svolte presso il Surrey Sleep Research Centre diretto da Derk-Jan Dijk (University of Surrey, Regno Unito) mostrano che una settimana di sonno ridotto è sufficiente per alterare l’attività di centinaia di geni umani. La ricerca ha monitorato l’attività di tutti i geni del genoma umano, e ha scoperto che il sonno insufficiente (meno di 6 ore a notte) influenza l’attività di oltre 700 dei nostri geni. Tra questi, vi sono geni  deputati a controllare l’infiammazione, l’immunità, e la risposta allo stress.

“La carenza di sonno – commentano i ricercatori inglesi – porta a una serie di conseguenze significative sulla salute, tra cui obesità, malattie cardiache e deficit cognitivo. Ma fino ad ora non erano scientificamente chiari come gli schemi di espressione genica vengano modificati dal sonno insufficiente. Questi modelli di ‘espressione genica’ possono fornire importanti indicazioni sui potenziali meccanismi molecolari che collegano il sonno e la salute generale”.

“Questa ricerca – dice  Derk-Jan Dijk – ci ha aiutato a comprendere gli effetti della mancanza di sonno sull’espressione genica. Ora che abbiamo identificato questi effetti,  si possono utilizzare queste informazioni per approfondire i legami tra l’espressione genica e la salute generale”.

Colin Smith, professore di genomica funzionale presso l’Università del Surrey, ha aggiunto: “L’interesse attuale del sonno DerkSurreyOKe dei ritmi circadiani come determinanti di salute e malattia è un settore vitale della ricerca. Combinando la nostra esperienza nel sonno e  la ‘genomica’ (lo studio della serie completa dei nostri geni), stiamo iniziando a fare scoperte che hanno un impatto sulla nostra comprensione e sul trattamento delle cattive condizioni di salute derivanti dalla mancanza di sonno.

Alla luce di tutto ciò, aggiungo un secondo slogan, a quello iniziale: mentre dormi il tuo corpo ti cura. E’ sufficiente per concedersi una buona e sana dormita?

Fonti:

LACK OF SLEEP ALTERS HUMAN GENE ACTIVITY

SURREY SLEEP RESEARCH CENTRE  

Robertson MD, Russell-Jones D, Umpleby AM, Dijk DJ., “Effects of three weeks of mild sleep restriction implemented in the home environment on multiple metabolic andendocrine markers in healthy young men”, Metabolism. 2013 Feb;62(2):204-11.

Nella foto: Derk-Jan Dijk, professore e ricercatore di fisiologia del sonno della University of Surrey.

Tabagismo elettronico: alcune precauzioni…


Il giorno 8 febbraio , a Varese ,  ho coordinato una tavola rotonda dal titolo ” FUMARE o SVAPARE ? ” coordinata dalla Associazione OCTOPUSMED che da anni si occupa di prevenzione sui danni da fumo. Sono intervenuti ; Claudio La Viola , psicologo , Claudio Bonfioli , radiologo , Roberto Boffi , pneumologo e responsabile del Centro antifumo dell’Istituto dei Tumori ,  Fabio Rizzi , anestesista e senatore della Lega ed Antonio Pivetta , giornalista . I dati emersi sono stati molteplici , in particolare che i danni da fumo di tabacco sono responsabili di complesse e diffuse e note patologie i cui costi sociali continuano a crescere stante la attuale longevità a cui i fumatori arrivano decotti , senza fiato , pieni di arteriosclerosi e con rischio sempre  esponenziale di sviluappare un tumore polmonare. La grande novità  , come ha sottolineato il dr. Bonfioli , è rappresentata dalla TAC a spirale che consente di osservare i danni polmonari con grande anticipo rispetto ai sintomi. Per quanto riguarda la sigaretta elettronica è emersa la opportunità di stare attenti alle percentuali di nicotina ed il mio suggerimento è stato quello di usare diluizioni progressivamente ridotte fino  a scendere a  meno di 2 mgr.  di nicotina inalata al giorno , in questo modo si è certi di non subire danni tossici. Per quanto riguarda  i rischi respiratori la mia perplessità è che il glicole propilene miscelato alla glicerina possano causare danni a carico della membrana alveolo capillare  polmonare , trattandosi di sostanze ad elevata viscosità ,  ed a queso proposito sarebbe opportuno che gli svapatori facessero ogni 6 mesi un esame spirometrico completo di transfer alveolo capillare ( noto come DLCO ) unico marker in grado di leggere con precocità i danni della membrana alveolo capillare. E’ un esame semplice che può essere richiesto al proprio medico di famiglia ed eseguito in pochi minuti presso tutti gli ospedali milanesi.

La tavola rotonda è stata interamente  video-registrata ed il file verrà quanto prima pubblicato sul  sito di OCTOPUSMED.

Il ragazzo con i testicoli invertiti


Tanti anni fa verso la fine del pomeriggio di visite  ricevetti una telefonata di un giovane che , senza qualificarsi , mi disse: caro dr. Soresi io avrei tanto bisogno di parlare con Lei ma tanto io so che Lei non mi crederebbe ! Rimasi perplesso dal tenore di questa telefonata e dalla incertezza dell’interlocutore a qualificarsi ed a venire in visita da me. Cercai comunque di essere il più disponibile possibile ma ad un certo punto la telefonata fu interrotta. Dopo circa un mese di nuovo la stessa telefonata con le stesse perplessità a venire in quanto ritenuta inutile la visita , non potendo io sicuramente in alcun modo aiutarlo. Andammo avanti così per circa 6 mesi finché il ragazzo si decise a prendere un appuntamento.Nel tardo pomeriggio entro’ nel mio studio un giovane  mingherlino  di circa 17 anni che dopo essersi seduto mi raccontò dopo molte esitazioni la seguente storia ;  caro dottore , circa un anno fa mentre mi masturbavo i miei testicoli si sono invertiti ! Come invertiti intervenni io il destro è andato a sinistra e viceversa o si sono attorcigliati ? No dottore si sono proprio invertiti e cioè il testicolo destro è andato a sinistra e viceversa , da allora io  ho pura a masturbarmi e vivo in un perenne stato d’angoscia per paura delle conseguenze di questa inversione. Tentai invano di convincere il giovane paziente sulla impossibilità anatomica che questo accidente  potesse realmente essere avvenuto   e suggerii un colloquio da un mio amico psichiatra al fine di capire meglio cosa potesse essere successo nella sua testa durante la masturbazione. Nessun risultato , il ragazzo se ne andò dal mio studio e non ne ebbi più notizie. Mi ricordai allora di quando , studente in un collegio dei Salesiani , ero terrorizzato dalla ripetuta comunicazione del mio insegnante di religione che la masturbazione ci avrebbe fatto uscire il midollo e ridotti come delle amebe…!  Senza bisogno dello psicologo  fui salvato dal mio compagno di giochi  che , molto più scafato di me,  mi dimostrò  concretamente che non sarebbe potuto succedere nulla , anzi !

Emozioni, malattie e mindfulness


SinapsiNeuroniPochi giorni fa mia figlia Ludmilla, all’esame di psicologia  dinamica, alla domanda di “come si ammala la mente ” così ha risposto: è insensato, alla luce delle attuali conoscenze, considerare il corpo e la mente separati. Candace Pert, neuropsicologa e ricercatrice a cui si deve la scoperta dei recettori degli oppiacei nel 1976, scrisse che la mente è nel corpo allo  stesso modo in cui  si trova  nel cervello e che  “le emozioni nascono nel punto di congiunzione tra materia e mente ” passando dall’una all’altra in tutti e due i sensi ed influenzandole entrambi.

All’ inizio degli anni ’80 è stato scoperto che solo il 2% delle comunicazioni del nostro sistema nervoso avviene tramite le sinapsi che collegano i neuroni. Sulla base di questa scoperta Francis Schmitt ha ipotizzato che esiste un sistema extrasinaptico costituito da ormoni e neuropeptidi, cioè sequenze di aminoacidi con legame peptidico. Queste scoperte sono successivamente state ampiamente confermate e molti di questi neuropeptidi identificati (endorfine angiotensina, vasopressina  ecc. ). Tutte queste sostanze viaggiano attraverso il sangue o il liquido interstiziale del nostro organismo  e vanno a colpire i recettori specifici situati sulla membrana  delle cellule  endocrine ed immunitarie ma,  in prevalenza, sulle  cellule delle strutture mesolimbiche o emozionali del cervello; in particolare dell’amigdala, nucleo cerebrale responsabile delle emozioni.

Queste sostanze, definite da Schmitt informazionali, regolano tutto il nostro comportamento biologico, la nostra salute o le nostre malattie e si possono considerare le basi molecolari delle emozioni. Neuropeptidi, recettori cellulari, cervello e tutti gli organi del nostro corpo sono collegati in una unica rete psicosomatica il cui contenuto informazionale è dettato dalle emozioni. Ne consegue che corpo e mente sono costantemente collegati e, se come ha scritto Damasio, nessun atto razionale prescinde da un contenuto emozionale, è logico dedurre come  la costruzione del nostro benessere sia  costantemente collegata ad ogni azione della nostra vita.

Emozioni e neuropeptidi 

Se quindi le nostre emozioni sono liberamente espresse, i neuropeptidi sono liberi di circolare nel nostro organismo,  se invece le reprimiamo il rischio è quello di cattive informazioni alle nostre cellule e possibile nascita di sintomi o malattie o altro per anomala  produzione di neuropeptidi. Avere quindi fiducia nel riconoscere ed  esprimere liberamente le nostre emozioni e nel sapere interagire serenamente con chi ci sta attorno è la base della nostra salute. La nostra vita sarà tanto  più autentica quanto più sapremo modulare il nostro Sé ed interagire con il Sé degli altri.  Come osservò  Daniel Goleman,  esiste un quarto di secondo in cui le nostre emozioni emergenti sono collegate all’evento del momento. Dopo questo breve intervallo le emozioni vengono “ingabbiate ” in stereotipi comportamentali sia cognitivi che affettivi. Sulla base di queste considerazioni,  come non pensare con curiosità, alla meditazione Mindfulness di nuova generazione,  come tecnica per stare sempre in buona salute cercando di essere consapevoli di quella breve frazione di tempo in cui si libera l’emozione? Per inciso con questa non semplice risposta Ludmilla si è meritata un bel 30 e lode.

La fede nel veleno (una storia onco-non-logica )


FedeVelenoNella primavera  del  2011 venne  in visita nel mio studio, a Milano, una sindacalista di Trento, di media età, fumatrice, affetta da tumore polmonare inoperabile che, avendo letto il mio libro “Il cervello anarchico” (Utet 2005), voleva da me alcuni consigli sul come procedere nella terapia impostata all’ospedale di Trento presso il reparto di oncologia .

Le diedi naturalmente alcuni suggerimenti sul come supportare i danni tossici da chemioterapia e successivamente rimasi in contatto con lei ed il suo compagno slavo, Rade. Il decorso della malattia fu tumultuoso e, dopo varie sofferenze, nel luglio 2012 la paziente morì. Il suo compagno, che la assistette amorevolmente durante tutto il periodo della malattia,  ha pubblicato nel gennaio 2013,  un libro dal titolo “La fede nel veleno (una storia onco non logica)” a nome di Rade Ljubisic e Marcella Giuri (la sua compagna deceduta) edito da Curcu e Genovese.

Rispettoso del desiderio di Marcella,  che mi aveva invitato a presentare il mio libro a Trento,  ha organizzato, presso la sala della CGIL,  il 5 febbraio, una serata in cui affiancava al mio, la presentazione del libro suo e di Marcella. Di fronte ad una sala gremita ho sviluppato un discorso che abbracciava il percorso di entrambi i miei due libri avendo nel frattempo pubblicato, con Pierangelo Garzia ed Edoardo Rosati , ” Guarire con la nuova medicina integrata”  (Sperling & Kupfer).

Alla fine della presentazione si è aperto un dibattito molto toccante in quanto in sala c’erano numerose persone malate o guarite di cancro e parenti di persone decedute . Il significato del libro di Rade e Marcella era quello di focalizzare l’attenzione sui danni tossici della chemioterapia , sulla sua inopportunità, talvolta,  ad essere somministrata e sulla importanza da parte dei medici oncologi e di tutta l’équipe di essere supportati psicologicamente, durante il percorso terapeutico, da una assistenza adeguata e competente  che in questo caso clinico sembra essere stata molto deficitaria. Molti degli interventi, da parte del pubblico e dei malati, sono stati centrati su questo argomento e sulla necessità di implementare, sopratutto,  il supporto psicologico da parte delle strutture oncologiche su questi malati.