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Fat Change: Robert H. Lustig e l’amara verità sullo zucchero


LustigOKSegnatevi questo nome, ne risentirete parlare, appena i nostri giornalisti si accorgeranno del putiferio e del seguito che sta avendo e, soprattutto, quando il suo libro “Fat Chance” sarà pubblicato anche in Italia: Robert H. Lustig.

Lustig è endocrinologo pediatrico, professore di pediatria all’ Università della California di San Francisco, esperto di obesità infanto-adolescenziale.

Il suo saggio “Fat Chance” è una decisa presa di posizione contro lo zucchero, gli alimenti e le bevande zuccherate. Secondo Lustig la pandemia di sovrappeso e obesità nel mondo sono causate dallo zucchero e dell’alimentazione scorretta dell’ultimo secolo. Il suo indice è puntato in particolare sul fruttosio che definisce senza mezzi termini come una “tossina”, per l’accumulo di grasso che determina nel fegato.

Secondo Lustig lo zucchero delle nostre diete sbilanciate stimola la secrezione di insulina, da cui deriva uno stoccaggio di energia alimentare nelle cellule adipose. Alla lunga questo determina una alterazione sui segnali di fame-sazietà che giungono al cervello. L’ormone leptina dovrebbe segnalare al cervello di ridurre l’assunzione di cibo. Ma siccome il cervello delle persone obese ha sviluppato resistenza all’insulina e, di conseguenza, anche alla leptina, il messaggio di bloccare l’assunzione di cibo non arriva.

Questo di Lustig non è l’ennesimo libro su diete e obesità. E’ una denuncia e un invito a prendere provvedimenti urgenti e pratici a livello politico, economico e sociale. Anche se qualche soluzione pratica Lustig la fornisce: drastica riduzione dei consumi di zucchero, maggiore assunzione di alimenti che contengono elevate quantità di fibra alimentare – frutti interi piuttosto che succhi, per esempio – aumento dell’attività fisica.

Per la verità Lustig non è il primo ad indicare lo zucchero come una delle principali cause di molti dei nostri mali contemporanei. Ben prima di lui, anche se con minor credito scientifico e minori conoscenze rispetto ad oggi, ci fu lo scrittore a attivista americano William Dufty con il suo saggio Sugar Blues, diffuso e letto da milioni di persone in tutto il FAtChangeCovermondo dal 1975 ad oggi.

Sarà ascoltato Lustig? Ma, soprattutto, verranno messe in pratica le sue indicazioni? C’è da dubitarne, per i forti e diffusi interessi in gioco. Molto simili al commercio delle armi negli Stati Uniti. E qui, se vogliamo, stiamo parlando di “armi alimentari”. Intanto la campagna promossa da Michelle Obama, per la sensibilizzazione e la prevenzione dell’obesità, sta dando i primi risultati.

 

La morale dei bambini


Sulla rivista Internazionale (9/15 luglio) è comparso un interessante articolo redatto da Paul Bloom su una serie di studi fatti da vari ricercatori sulla morale dei bambini (“La morale dei bambini”, tratto da The New York Times Magazine). In sintesi se ne deduce che i bambini possiedono alcuni fondamenti morali: la capacità e la propensione a giudicare le azioni degli altri, un certo senso di giustizia, una reazione istintiva all’altruismo ed alla cattiveria.

Indipendentemente da quanto siamo intelligenti, se non partissimo con questo apparato di base, non saremmo altro che agenti amorali che perseguono brutalmente il loro interesse personale. Ma le capacità che abbiamo da bambini sono molto limitate. Sono le riflessioni razionali che fanno di una moralità veramente universale ed altruistica  il modello al quale la nostra specie può aspirare.

La moralità in sostanza è una sintesi di biologia e cultura, di innato, scoperto ed inventato…e non è  causata, come ha scritto Dinesh D’Souza, dalla “voce di dio nella nostra anima” .

Il potere delle prime carezze


E’  da tempo provato che l’ accarezzamento di neonati di ratto, 15 minuti al dì, per due settimane incrementa in permanenza l’ espressione dei recettori dell’ippocampo per i cortisonici (glucocorticoidi). Questo incremento potenzia la capacità  di controllo dello stress e migliora l’ adattamento dell’animale all’ ambiente. Recentemente un neuroendocrinologo canadese Michael J.Meaney ha  dimostrato che il comportamento materno  “ad elevato livello di cure della prole” induce un aumento dell’espressione dei geni che comandano la produzione di recettori per gli ormoni dello stress .

Dunque non è questione di trasmissione di geni  ma di selezione dell’espressione genica del neonato da parte di un comportamento materno. tutto ciò è confermato dal fatto che il meccanismo è potenzialmente reversibile. Infatti ,  se i piccoli di femmine a basso livello di cura vengono allevati ,  nella prima settimana, da altre ad elevato livello, questi, pur nati da madri poco  amorevoli diventano adulti “carezzoni”.  E’ su queste ed altre scoperte delle neuroscienze che Octopus associazione per la prevenzione dei danni biologici, ha in programma l’organizzazione di un convegno dal titolo ” Perchè si devono amare i bambini ” .