• novembre: 2018
    L M M G V S D
    « Ott    
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    2627282930  
  • Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

    Segui assieme ad altri 1.360 follower

  • Statistiche del Blog

    • 285.284 hits
  • Traduci

  • Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

    Segui assieme ad altri 1.360 follower

Mitocondri & antibiotici: una relazione pericolosa?


Antibiotics-Damage-Mitochondria

Gli antibiotici hanno salvato e salvano molte vite. Ma vanno usati con criterio e sotto rigoroso controllo medico. In caso di infezioni importanti da debellare nel rischio di più gravi conseguenze. Sono un’arma potente e come tale, come ormai tutti sanno, possono avere effetti collaterali. In questo blog, partendo dal nostro libro “Mitocondrio mon amour”, aggiorniamo anche sull’importanza dei mitocondri per la nostra salute e la nostra stessa vita.

Un nuovo studio mette in guardia sull’effetto potenzialmente dannoso che l’antibiotico ciprofloxacina (famiglia fluorochinoloni, antibiotico impiegato per un ampio spettro di infezioni batteriche che vanno dalle vie respitarorie, vie urinarie, orecchio, apparato gastrointestinale ecc.) può avere proprio sui mitocondri. “La ciprofloxacina – dice lo studio – ha interrotto la normale manutenzione e la trascrizione del DNA mitocondriale (mtDNA) modificando la topologia del mtDNA, causando una ridotta produzione di energia mitocondriale e bloccando la crescita e la differenziazione cellulare. Questo impatto drammatico sul DNA mitocondriale è la causa più probabile della maggior parte degli effetti collaterali negativi riscontrati dai pazienti, ed anche una ragione per usare antibiotici fluorochinolonici con molta cautela”.

Del resto, aggiungiamo, tale potenziale danno sui mitocondri di questi (o altri, da verificare) antibiotici, sarebbe anche semplice da intuire: gli antibiotici sono propriamente degli antibatterici e una diffusa teoria vedrebbe i mitocondri come “antichi batteri” dimoranti nelle nostre cellule con il compito di generare energia cellulare e, di conseguenza, mantenere il nostro stato di salute. Come Enzo Soresi e il sottoscritto abbiamo ampiamente spiegato, anche con esempi tratti dalla vita di tutti i giorni, nel nostro libro “Mitocondrio mon amour”.

 

La guarigione secondo Enzo Soresi


Mitocondrio.png(Un futuro di guarigione, intervista a Enzo Soresi a cura di Bruno Lanata, tratta da ArteMedica 42)

Dottor Soresi, lei è un medico “scientifico”, pneumologo e oncologo, premiato con la medaglia d’oro per i cinquant’anni di professione. Eppure nel suo libro Il cervello anarchico, sviluppando il tema della PNEI, racconta della sua apertura al mondo della medicina integrata, e in particolare all’impiego del vischio per i malati di tumore polmonare. Come è avvenuto questo tipo di approccio?

Il mio incontro con il vischio è avvenuto negli anni Settanta, nel periodo in cui lavoravo presso il Niguarda. Allora, sugli ottanta posti di cui disponeva il reparto di pneumologia, settanta erano occupati da persone malate di cancro. Il tumore polmonare è sempre stata la bestia nera dell’oncologia: io lo chiamo lo squalo bianco per la sua inesorabilità. Nel mio libro racconto come una sera bussò alla porta del mio studio un paziente che era stato dimesso tre mesi prima. Affetto da tumore inoperabile, aveva rifiutato di sottoporsi alla chemioterapia. Ora era di fronte a me e mi tendeva una radiografia chiedendomi di visionarla. Posta la lastra sul diafanoscopio notai, confrontandola con quella che avevamo effettuato prima delle dimissioni che, in effetti, il tumore si era ridotto del cinquanta per cento. Alla domanda se aveva seguito qualche ciclo di chemioterapia rispose di no, che si era sottoposto a una cura a base di Viscum Quercus cum Hg. E mi mostrò una scatoletta e una ricetta del professor Buongiorno.
Lo chiamai e fissai un appuntamento presso il suo studio. Allora ero un giovane medico ancora fresco di laurea, lui era un signore di ottant’anni. Medico steineriano, dotato di una cultura affascinante, nonché di straordinaria saggezza, mi spiegò come utilizzasse il vischio per il suo effetto antiproliferativo e la capacità di stimolare il sistema immunitario, integrandolo con altre sostanze che ne potenziavano l’efficacia. Da allora sono solito prescrivere il Viscum Quercus come terapia adiuvante e come terapia integrata durante la chemioterapia, con risultati soddisfacenti. Chi voglia approfondire il tema del vischio potrà leggere (nelle pagine seguenti) gli articoli con gli interventi del dottor Sergio Maria Francardo e dottor Corrado Bertotto, oltre all’intervista al dottor Volker Fintelmann.

Crede quindi che sia superato l’approccio proposto dalla medicina basata sull’evidenza?

Personalmente ho sempre affrontato la medicina in senso scientifico, rivolgendomi alla cosiddetta medicina basata sull’evidenza. Anche nell’oncologia, però, in presenza di una chiara criticità legata alla scarsa risposta a trattamenti chemio e radioterapici che mortificano la biologia, l’apertura alla medicina integrata propone interessanti prospettive proprio nell’uso di sostanze – dal vischio alla micoterapia – volte a ottimizzare la risposta del sistema immunitario.

Attualmente si registrano sostanziali novità in campo oncologico?

Oggi, grazie ai progressi dell’immunoterapia, si aprono nuove, concrete speranze non solo nel campo della cura ma anche in quello della prevenzione, come potete leggere nell’intervista al dottor Claudio Verusio che offre un’esaustiva panoramica sulle possibilità e sui rischi connessi al potenziamento del sistema immunitario in chiave anti-cancro. Certo, in ogni caso occorre ricordare l’importanza dei controlli periodici e del supporto dello specialista nel campo della diagnosi precoce, di cui ci parla il dottor Roberto Rovida che approfondisce il tema dei tumori legati all’apparato genitale femminile.
Altro aspetto fondamentale da prendere in considerazione è quello della nutrizione; aspetto che rientra nell’ambito dei meccanismi di vita e morte delle cellule in generale e di quelle tumorali in particolare. Semplificando, si può vedere come in effetti la cellula tumorale ami lo zucchero e soffra l’ossigeno.
Da qui tutto l’interesse degli studi dedicati alla necessità di una corretta alimentazione rivolta a ridurre l’infiammazione dei tessuti sostenuta dai derivati dello zucchero ( AGEs) e all’influenza dell’attività fisica sul cancro attraverso la stimolazione dell’attività mitocondriale che ottimizza l’ossigenazione cellulare. Quindi, più movimento, più attività fisica vuole dire invecchiare meglio e ridurre i rischi di sviluppare un tumore. Per meglio comprendere come il nostro stile alimentare possa favorire o contrastare lo sviluppo dei tumori si rimanda all’articolo del dottor Franco Berrino, da anni una delle figure di riferimento in questo campo della ricerca. Occorre anche fare riferimento alle ripercussioni che la fisica quantistica ha avuto sulla medicina, consentendo di integrare i fenomeni biologici con aspetti inerenti i campi biofisici, elettrici e magnetici. In questo senso vorrei ricordare l’esempio della miracolosa guarigione da un melanoma metastatico di un contadino dopo aver ricevuto in dono un’immagine sacra da Madre Teresa di Calcutta, fatto di cui avevo dato testimonianza sempre nel mio libro. Qui il processo di risanamento può essere inquadrato come un atto di trascendenza – attraverso il quale la mente si libera da una serie di composizioni preordinate – che potrebbe essere interpretato come un salto quantico. Una chiave di lettura che ci fa presagire come la medicina quantistica possa offrirci un futuro di guarigione.

Mitocondrio mon amour: conferme e nuovi studi


SoresiGarzia_MitocondrioMonAmour copiaIl libro “Mitocondrio mon amour” scritto in collaborazione con il coblogger Pierangelo Garzia ha sviluppato il tema del mitocondrio e l’importanza di un fitness adeguato e di una alimentazione ristretta per “ringiovanire” il mitocondrio. Dopo la sua pubblicazione ai primi di dicembre 2015,  ho ricevuto da Giorgio Terziani, presidente dell’Eurodream,  società distributrice di Cellfood , particolare integratore di cui parlo nel libro, una mail ricca di novità scientifiche sull’attività mitocondriale e sul fatto, in particolare ,  che il DNA mitocondriale sia  il fondamento del nostro buon invecchiamento. A capirlo è stato un gruppo  di ricercatori italiani in uno studio che potrebbe segnare la svolta per la qualità della vita della popolazione anziana:  “è il Dna mitocondriale che decide la longevità”.

Il Dna mitocondriale si trova nei mitocondri, gli organelli deputati alla produzione di energia in ogni cellula del nostro organismo. Un gruppo di ricercatori italiani ha pubblicato uno studio  su  “European Journal of  Immunology”  che ha permesso di capire il ruolo del Dna mitocondriale circolante come causa dell’infiammazione tissutale che si associa al processo di invecchiamento. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori, in un arco di tempo dal 2006 al 2013, hanno raccolto il plasma e poi quantificato il Dna mitocondriale in esso presente di 831 soggetti sani di diverse nazionalità europee e di età compresa fra 1 e 104 anni, fra cui 429 individui appartenenti   a “  fratrie “ (coppie di fratelli o sorelle). I dati raccolti hanno consentito di scoprire che con il processo di invecchiamento aumenta  la quantità di Dna mitocondriale circolante nel plasma e, studiando le famiglie di persone molto anziane, che esiste anche un forte controllo genetico di questo livello.  “Il Dna mitocondriale, spiega Andrea  Cossarizza, il ricercatore dell’Università di Modena e Reggio Emilia che ha coordinato lo studio – viene rilasciato  nella circolazione quando una cellula muore e di conseguenza si rompe. Questo Dna ha una forma particolare, diversa dal Dna presente nel nucleo, dato che i mitocondri sono organelli derivati dalla fusione delle cellule batteriche con cellule nucleate, avvenuta miliardi di anni fa ed hanno mantenuto la iniziale caratteristica  genetica. Quando il sistema immunitario avverte la presenza di questo Dna di derivazione batterica innesca una infiammazione che tende ad automantenersi”.

I ricercatori hanno in questo modo scoperto che le cellule immunitarie quando vengono a contatto con questo Dna di derivazione batterica sono in grado di produrre molecole che prima innescano e poi mantengono i processi infiammatori. Questi ultimi sono associati all’invecchiamento stesso e sono riconosciuti come alla base della teoria dell’  inflammaging  ovvero della infiammazione come causa fondamentale delle modificazioni della funzionalità dell’organismo associate all’età. Secondo questa teoria, infatti, le alterazioni si manifestano sia a livello sistemico che cellulare. La capacità quindi di controllare la produzione de il rilascio del Dna mitocondriale, da un lato, ed i suoi effetti dall’altro, sono quindi la chiave di lettura del perché  e come si invecchia.

“Queste osservazioni –  commenta  Cossarizza-  aprono nuove prospettive sia all’interpretazione di molti fenomeni biologici legati all’invecchiamento sia allo sviluppo di nuove strategie ( terapeutiche e comportamentali ) per migliorare lo stato di salute della persona anziana. Lo studio che si è svolto nell’ambito del progetto europeo EU-GEHA è stato finanziato in parte dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Vignola ed ha visto coinvolti anche team dell’Università di Bologna, Firenze,  Modena e Pisa,  oltre all’Istituto Superiore di Sanità  di Roma”.

“ Non c’è dubbio che questa scoperta – sottolinea il Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia – stia aprendo le porte a nuove frontiere di ricerca anche terapeutiche . Sapere di più del sistema immunitario e dei meccanismi fisiologici che conducono all’invecchiamento consentirà di fare progredire le terapie destinate agli anziani”.

Quindi il nostro libro quindi “ Mitocondrio mon amour” che invita ad un fitness moderato per la riattivazione ed il ringiovanimento  del  mitocondrio e ad una alimentazione specifica, centra in pieno il problema dell’infiammazione e  dell’invecchiamento e della possibilità di contrastarli semplicemente con  un adeguato stile di vita.