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Svapate sì, ma attenti alla nicotina


Riprendendo il discorso del tabagismo elettronico che,  dal numero dei commenti pervenuti, sembra interessare i ( quasi ) ex fumatori vi do alcune precisazioni sulle concentrazioni di nicotina. Un liquido alla concentrazione di 18 mgr. contiene in realtà 3,6 mgr per ml e quindi poiché una carica è di 2 ml  il totale inalato è di 7,2 mgr.

Nel liquido alla concentrazione di 9 mgr ci sono 1,8 mgr per ml. e quindi 3,6 per  ogni carica. Su queste premesse, cercate di ridurre progressivamente le percentuali  nell’arco di un paio di mesi, magari diluendo ulteriormente con liquidi senza nicotina. Tenete presente che i cerotti di nicotina hanno concentrazioni variabili da 30 a 14 mgr che cedono nelle 24 ore, ma in realtà la percentuale di nicotina assorbita è nettamente inferiore.

In sostanza l’obbiettivo di tutti dovrebbe essere quello di scendere a percentuali minime intorno ai 2 o 3 mgr al giorno, in questo modo potrete ciucciare all’infinito perché queste dosi di nicotina non  comportano problemi. Per i liquidi vaporizzati,  in linea teorica, non dovrebbero esistere problemi ma,  come vi ho già spiegato, chi inala e tossisce è meglio comunque sospenda qualsiasi tipo di inalazione perché può avere una predisposizione all’asma.

“Svapare” fa male?


Electronic CigarettesDa qualche mese come medico pneumologo ed oncologo sono messo sotto pressione da numerosi fumatori che si danno al tabagismo elettronico. La domanda che mi pongono è: meglio fumare o svapare ?

Considerato che nel fumo di tabacco, durante la combustione,  inaliamo circa 4.000 sostanze tossiche di cui almeno 60 sicuramente cancerogene e che ho passato 35 anni della mia vita professionale a combattere il “BIG KILLER ” ossia il CANCRO DEL POLMONE non ho certo esitazioni a rispondere di darsi alla sigaretta elettronica, senza alcun dubbio assai meno tossica, ma comunque cercate :

1. di ridurre progressivamente la percentuale di nicotina fino a scendere a 9 mgr  al giorno in questo modo manterrete una leggera dipendenza che non arreca danno anzi sia il Parkinson che la demenza sono meno espressi nei fumatori per complessi motivi correlati alla dopamina ed alla attività colinergica

2. esistono alcune intolleranze immediate con senso di costrizione e tosse, in questo caso non insistete ed evitate anche di fumare in quanto potreste avere una predisposizione a diventare asmatici

3. per educazione evitate di fumare nel luoghi pubblici, laddove è vietato il fumo,  il vostro “svapare” infatti potrebbe essere di cattivo esempio in particolare per i giovani che sulla base di meccanismi neurobiologici (vedi neuroni a specchio) ne sarebbero attratti

4. state attenti al terrorismo strisciante che inizia a fare capolino nei giornali e su internet: il danno infatti per le holding del tabacco comincia ad essere pesante se considerate che solo in Italia ci sono già circa 2 milioni di tabagisti elettronici.

Mi riprometto comunque di intervenire ancora su questo argomento al fine di potervi dare maggiori informazioni sui liquidi che vengono caricati sulle sigarette elettroniche.

A proposito di Tac ai polmoni dei fumatori


Qualche mese fa all’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) si è tenuto un interessante convegno incentrato sullo studio COSMOS I dello IEO. Dopo 5 anni di screening su 5.000 fumatori con l’esecuzione di una TAC del torace senza contrasto, una volta all’anno,  sono stati diagnosticati 368 tumori polmonari prevalentemente di dimensioni inferiori ai 2 cm.Tutti i pazienti operati con questo tipo di tumore di piccole dimensioni sono risultati guariti dopo 5 anni di osservazione.

Personalmente, dimessomi dall’Opedale di Niguarda nel ’98,  dopo 30 anni di lotta come oncopneumologo contro il tumore polmonare – lotta ahimè triste per i risultati estremamente sconfortanti – se ora viene a visita da me un fumatore con una storia personale di 30 anni di fumo per 20 sigarette al giorno, lo convinco a farsi tempestivamente una TAC senza contrasto ai polmoni.

In circa 15 anni ho potuto diagnosticare 15 casi di tumori polmonari tutti di dimensione inferiore ai 2 cm e tutti i pazienti operati godono ottima salute da numerosi anni. Non solo, con la prima TAC  identifico perfettamente i danni da fumo quantificando il grado di enfisema ed osservando anno per anno il peggioramento di questa malattia.

In sostanza questo esame mi ha finalmente messo in condizione di sviluppare una diagnosi precoce di questa neoplasia da me soprannominata “LO SQUALO BIANCO” per la sua aggressività.

Recentemente lo IEO ha comunicato la partenza multicentrica dello studio COSMOS II su 10.000 fumatori da reclutare nei prossimi 5 anni  con l’esecuzione di una TAC annuale + un prelievo di sangue finalizzato a trovare un marker precoce di questa malattia nel sangue.

Da questo blog invito i fumatori ad aderire a questa iniziativa, peraltro gratuita e priva di rischi in quanto la TAC viene eseguita con basse dosi di radiazioni e già che ci sono li invito anche a buttare via le sigarette pensando che in fondo  “NON FUMARE E’ BELLO…”

Fumo e SLA. Possibili evidenze su fumo di sigaretta e danno nervoso


 Non fumate, se potete. Impegnatevi seriamente a smettere. Nuove evidenze si aggiungono a quelle già conosciute sui danni da fumo. Il fumo di sigaretta non danneggia soltanto i polmoni. Il suo ruolo nel danneggiare l’organismo a vari livelli, ora pare estendersi anche al sistema nervoso. Alle malattie neurodegenerative. In questo caso la SLA (sclerosi laterale amiotrofica). La SLA è una malattia neurodegenerativa che colpisce i motoneuroni, le cellule del sistema nervoso che comandano i muscoli e, a tutt’oggi, non ha una cura risolutiva. 

Un lavoro pubblicato da Archives of  Neurology mette in evidenza un aumentato rischio di SLA nei fumatori. «Circa il 90% dei casi della malattia – nota anche come “malattia dei calciatori”, perché ha colpito negli anni numerosi giocatori – «è sporadico e di origine sconosciuta», ricordano i ricercatori del team di Hao Wang dell’Harvard School of  Public Health di Boston (Usa). Per mettere in luce i possibili legami tra sigarette e Sla i ricercatori hanno analizzato i dati di 5 studi a lungo termine, che coinvolgevano oltre 1,1 milioni di persone, di cui 832 con la sclerosi laterale amiotrofica, e un follow up da 7 a 28 anni. I tassi di SLA nei 5 studi aumentavano con l’età, ed erano più alti negli uomini. Inoltre, le persone che avevano fumano all’inizio dello studio sono risultate a maggior rischio di sviluppare la malattia rispetto a quanti non avevano mai acceso una sigaretta. In particolare, spiegano gli studiosi, per i fumatori il rischio di SLA è risultato più alto del 42%, mentre per gli ex addirittura del 44%. Il pericolo aumentava poi in relazione al numero di pacchetti e agli anni in cui si è fumato. E perfino un inizio molto precoce con pacchetto e accendino sembra aumentare il pericolo. «Sono diversi i possibili meccanismi attraverso i quali le sigarette possono influenzare il rischio di SLA», fra questi un danno neuronale diretto da ossido nitrico o altri componenti del fumo, concludono i ricercatori. «Una migliore comprensione della relazione tra fumo e SLA potrebbe evidenziare la scoperta di altri fattori di rischio e aiutare a mettere in luce la natura della malattia», concludono i ricercatori.

 E’ quindi possibile che soggetti portatori di una predisposizione genetica che, per lavoro o dipendenze, entrino in contatto prolungato con sostanze tossiche, abbiano un rischio maggiore di sviluppare la malattia. Un dato è comunque certo: l’attuale mancanza di farmaci in grado di curare la SLA è in gran parte una diretta conseguenza delle scarse conoscenze circa le cause e i meccanismi che determinano la malattia. Su cui le ultime ricerche, compresa l’attuale sui possibili danni neurologici da fumo, cercano di fare luce.

 Abbiamo rivolto alcune domande a Vincenzo Silani, uno dei massimi esperti internazionali nella ricerca e nella cura della Sla. Vincenzo Silani è direttore del Laboratorio di neuroscienze dell’Istituto Auxologico di Milano e docente di neurologia all’Università di Milano. Il team di ricercatori dell’ IRCCS Istituto Auxologico Italiano diretti dal prof. Vincenzo Silani, si è fatto promotore di sofisticati progetti scientifici mirati alla definizione genetica della SLA sporadica, il principale dei quali rappresentato da uno studio multicentrico di associazione Genome-Wide (GWA) in grado di analizzare quasi un milione di varianti genetiche differenti in una popolazione di pazienti italiani con SLA sporadica.  Anche con il sostegno di AriSLA è in corso, inoltre, un ampio studio finalizzato al sequenziamento di tutti i geni dell’intero genoma umano in un gruppo di famiglie italiane affette da SLA.

 Prof. Silani, ritiene importante questa ricerca condotta dal gruppo di Wang? Come la commenta?

 Lo studio di Archives of Neurology firmato da Wang sottolinea l’ importanza del fumo nella possibile patogenesi della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e va ad integrarsi in un’ ampia diatriba  al riguardo. La forza dello studio presentato è quella di essere prospettico in 5 differenti gruppi di pazienti affetti da SLA. Dalla comprensione dei meccanismi biologici è possibile, con buona probabilità, meglio identificare altri fattori di rischio relativi alla SLA. E’ ben noto, infatti, che prodotti presenti nel fumo di sigaretta sono in grado di generare radicali liberi e prodotti della ossidazione lipidica, per esempio. Inoltre, la formaldeide rappresenta un prodotto intermedio   del processo di combustione legato al fumo e, non a caso, tale sostanza è stata associata ad un aumentato rischio di SLA. Anche l’ inibizione del fattore trofico endoteliale è stato implicato nella patogenesi della morte neuronale.

 Ci vede un altro di quei fattori “tossici”, assieme ad altri individuati anche dal vostro gruppo di ricerca, che possano innescare i processi degenerativi alla base della malattia?

 Lo studio relativo al fumo e l’ aumentato rischio di SLA ulteriormente sottolineano l’ importanza dei processi di detossificazione da sostanze neurotossiche nella patogenesi della SLA. Recentemente il Laboratorio di Neuroscienze dell’ IRCCS Istituto Auxologico Italiano – Università degli Studi di Milano ha riportato in collaborazione con l’ Università del Massachussetts  e l’ Istituto C. Besta di Milano mutazioni nei geni PON1-3, codificanti per tre diverse paraoxonasi, in pazienti affetti da forma familiare ma anche sporadica di SLA. Le principali funzioni biologiche delle paraoxonasi sono due: in primo luogo, sono in grado di eliminare dall’organismo gli organofosfati, molecole tossiche presenti in pesticidi ed insetticidi, ma anche in solventi e materie plastiche presenti in ambiente domestico. In secondo luogo, prevengono l’ossidazione dei lipidi e del colesterolo, proteggendo le membrane cellulari dall’invecchiamento. Dato che tanto l’esposizione a sostanze tossiche quanto un accelerato invecchiamento cellulare rappresentano fattori in grado di indurre la degenerazione motoneuronale, è di estremo interesse studiare gli effetti delle mutazioni identificate, nell’obiettivo di sviluppare terapie neuroprotettive efficaci e strategie preventive. Il potenziale legame con il fumo è evidente e va meglio sostanziato se una predisposizione genetica dei pazienti affetti da SLA possa, in qualche modo, tradursi in una vulnerabilità motoneuronale e, quindi, in una maggiore incidenza di SLA.

 Smoking and Risk of Amyotrophic Lateral Sclerosis: A Pooled Analysis of 5 Prospective Cohorts
Hao Wang; Éilis J. O’Reilly; Marc G. Weisskopf; Giancarlo Logroscino; Marji L. McCullough; Michael J. Thun; Arthur Schatzkin; Laurence N. Kolonel; Alberto Ascherio
Arch Neurol. 2011;68(2):207-213.

Grande notizia per i fumatori


Cari fumatori da 10 anni, ai miei pazienti, fumatori da oltre 30 anni, di 20 sigarette al giorno io chiedo annualmente la Tac del torace senza mezzo di contrasto ed in questi anni ho potuto letteralmente salvare la vita ad oltre 10 fumatori a cui ho diagnosticato assieme al mio amico radiologo Claudio Bonfioli un tumore polmonare sempre di dimensioni inferiori ai 2 cm.  e quindi guaribile con un intervento limitato.

Purtroppo gli screening  su questo argomento in corso  in tutto il mondo non sembravano convalidare questo mio ottimismo ed anzi avanzavano preoccupazioni sull’eccesso di falsi positivi o altro. FINALMENTE IL NCI (National Cancer Institute) ha pubblicato i risultati definitivi su oltre 53.000 fumatori seguiti per 8 anni dimostrando una riduzione della mortalità del 20% superiore addirittura ai risultati  ottenuti con lo screening sul cancro della mammella a conferma di ciò che io e Bonfioli ritenevamo essere lapalissiano!

E QUINDI CARI FUMATORI  SE AVETE  SULLE  SPALLE  OLTRE  30 ANNI  DI  FUMO CON 20 SIGARETTE AL GIORNO O L’EQUIVALENTE (20 anni con 30 sigarette al giorno o 40 anni con 15….). FATEVI  SUBITO UNA TAC A SPIRALE  E  SE IL VOSTRO MEDICO NON VE LA VUOLE PRESCRIVERE  CON  LA  ASL  PER MOTIVI DI BUDGET FATEVELA PRESCRIVERE PRIVATAMENTE  MAGARI  RISPARMIANDO  SUI  SOLDI  DELLE  SIGARETTE.