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Chi ti credi di essere?


newL’anno nuovo del settimanale britannico di divulgazione scientifica New Scientist si apre con una eterna domanda: chi ti credi di essere? Molti di noi tendono a sopravvalutarsi, sia in senso mentale che, soprattutto, riguardo l’attrattiva fisica. Perché aumenta l’autostima e ci fa stare bene. Si chiama superiorità illusoria. Per non incorrere in cocenti delusioni, meglio imparare ad essere più umili. Un buon proposito per il nuovo anno. Anche perché, come dice la psicologa americana Simine Vazire, esperta nello studio della personalità e della conoscenza di se stessi, l’attrattiva fisica, una qualità su cui molti di noi si preoccupano, è molto difficile da auto-giudicare. “La nostra precisione non è pari a zero, ma ci va vicino”, dice Vazire. Ma che c’è di male nel coltivare la superiorità illusoria? Stavolta ci fa luce lo psicologo Zlatan Krizan dello Iowa State University. Krizan fa notare che “per avanzare nella vita e nella società, dobbiamo fare scelte su dove investire i nostri sforzi, e su quali esiti mettere in gioco la nostra autostima. L’imprecisa conoscenza di sé ci porta a fare scelte sbagliate, contribuisce ad entrare in conflitto con gli altri, e, infine, ci rende carenti nei nostri sforzi”. Insomma anche per il nuovo anno rimane imperativo: conosci te stesso e conoscerai il mondo.

59 Secondi. La scienza del cambiamento rapido applicata agli altri. Come Richard Wiseman ritrova e fa ritrovare i portafogli


Con un titolo così chilometrico, se non fosse un testo di un autore che azzecca quasi tutto, non sarebbe mai comparso sugli scaffali. E’ già una dimostrazione delle sue tesi di “cambiamento rapido”: qualcosa che non si verifica di consueto, non è detto che non avvenga un minuto dopo. Basti pensare a cosa fa la natura (e noi siamo natura), la mente umana, più spesso in senso aggressivo e distruttivo, che costruttivo. Ma, in definitiva, per assistere a cambiamenti sostanziali, non dobbiamo necessariamente ritenere che occorrano tempi lunghi. A volte è più facile sapere su cosa puntare e, come insegna Wiseman, farlo rapidamente. Il più delle volte, invece, la nostra mente si perde in tortuosi e interminabili percorsi. Tunnel senza uscita. Scelte, opzioni, possibilità che si moltiplicano all’infinito. Col risultato di arenarci. Vale per la nostra vita di relazione, come per il lavoro, la nostra formazione, l’educazione dei figli o la nostra salute.

Non pensiate sia il solito manualetto di qualcuno (9 volte su 10 americano) che vuole insegnarci qualche trucco per vivere meglio o avere più successo nella vita. Una volta scoperto (attraverso Quirkology, un suo precedente titolo di successo) sto leggendo tutto (e vedendo su YouTube) di Richard Wiseman. Come dire? E’ uno psicologo, ha fatto il ricercatore e il docente universitario, è un mago professionista. E’ uno che sa di psicologia, di inganni della mente e della vita, di attenzioni e disattenzioni. E cerca di imparare costantemente dagli errori (suoi e del prossimo), correggendosi. In questo manuale ci insegna come emularlo. Ha un quid di genialità e creatività che fa la differenza tra lui e tutti gli altri studiosi della mente e del comportamento umano produttori di manualoni con poca o nulla inventiva. Del resto con quel cognome (wiseman, uomo saggio), sarà pure una componente ereditaria.

E’ vero, la sua è una psicologia “spicciola”, pratica, da strada. Una psicologia pratica del processo di cambiamento. Alla fine quella che serve alla gente nella vita di tutti i giorni. Se la psicologia non serve pure a questo, qual è il suo scopo? E, comunque, ciò che Wiseman insegna per la vita di tutti i giorni di ognuno di noi, è supportato da ricerche, letteratura scientifica (basti vedere le note biblio), buon senso. Wiseman cerca di far uscire la psicologia dai laboratori per farcela entrare in tasca.

Ad esempio? Perde il portafoglio, va come tutti nel panico, e si chiede se ci sia un modo “statisticamente” più probabile per farselo riconsegnare. Non è sicuro, ma rispetto al 100 per cento, o quasi, di probabilità di non rivedere mai più il vostro portafoglio, il sistema “sperimentalmente” trovato da Wiseman per farselo riportare con una percentuale che si alza ad un bel 35 per cento, è il seguente: “prendete la fotografia del neonato più dolce e sorridente che riuscite a trovare e mettetela in bella vista all’interno”. E nel libro Wiseman spiega perché ciò avvenga, dal punto di vista culturale, evolutivo, neuropsicologico. Lo fa, anche qui, in modo sintetico, chiaro, non pedante. In una parola, efficace.                  

 A questo punto auguriamoci che i ritrovatori di portafogli non siano anch’essi fan dei libri di Wiseman.  

Richard Wiseman è psicologo ed  ha lavorato alla University of Hertfordshire. Nel 2002, a sua misura, è stata  istituita la prima cattedra britannica in Public Understanding of Psychology. Mago professionista, è entrato a far parte giovanissimo di Magic Circle. Autore di numerose pubblicazioni accademiche,  ha pubblicato testi di grande successo come Quirkology (Ponte alle Grazie, 2009), tradotti in più di venti lingue. Fautore della strategia del cambiamento rapido, nel 2009 ha scritto il libro 59 seconds, di cui in Italia nel 2010 è stato pubblicato il primo volume: 59 secondi. La scienza del cambiamento rapido applicata a se stessi. Appare regolarmente sui media e il suo canale dedicato su YouTube registra milioni di visitatori.