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E’ possibile invecchiare senza rimbambire?


Pochi mesi fa al palazzo delle Stelline in corso Magenta a Milano davanti alla splendida basilica delle Grazie ove è conservato il capolavoro di Leonardo da Vinci ho partecipato ad un congresso incentrato sull’invecchiamento cerebrale organizzato dall’Istituto Auxologico da anni sperimentato  nell’organizzare  questo tipo di convegni  sul cervello  e le sue meraviglie.

La prima osservazione interessante è che l’invecchiamento è un fenomeno entropico per cui negli animali quanto più  è alto il metabolismo per unità di peso corporeo tanto più breve è la vita…

Per quanto riguarda il cervello di noi umani dopo i 65 anni, ahimè , il cervello perde peso ma non per la perdita di neuroni bensì per la riduzione di volume di questi.  La massima perdita di volume del cervello, che si aggira intorno al 10 %  dopo i 60 anni , avviene a carico dei lobi frontali “ new entry “ della evoluzione dell’homo sapiens. Fra noi ed i primati infatti la differenza sostanziale del cervello è proprio nel maggiore sviluppo dei lobi frontali  avvenuto nell’uomo rispetto alle scimmie e condizionato dall ’evoluzione culturale.

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Telefoni cellulari e rischi di malattie tumorali


Un mio amico patologo, il Dott. Massimo Barberis – peraltro anche consigliere dell’Associazione Octopus – anni fa per conto del Centro Nazionale Ricerche ha condoto uno studio su potenziali danni delle onde elettromagnetiche sulle colture cellulari. Chiaccherando su questi suoi primi esperimenti mi aveva colpito la sua preoccupazione su come queste ricerche stessero confermando profonde alterazioni a carico delle cellule immesse in campi elettromagnetici.

Recentemente una notizia di agenzia Adnkronos Salute ha riportato una serie di comunicazioni scientifiche riguardanti il rischio di aumento di tumori sostenuto dai telefoni senza fili, cellulari e cordless. Ed ahimè non si tratterebbe solo di aumento dei tumori cerebrali ma anche di quelli a carico delle ghiandole salivari e el sistema linfatico.

Nel rapporto scientifico i ricercatori propongono, giustamente, alcune raccomandazioni generali per ridurre l’esposizione dei bambini a questo tipo di radiazioni e quindi preservare scuole, asili, parchi gioco da questo bombardamento di onde ed organizzare campagne di comunicazione e di prevenzione destinate agli adolescenti ed ai bambini.