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Enzo Soresi: “Le mie considerazioni sull’epidemia da coronavirus”

Enzo_SORESI_coronavirusEnzo Soresi, primario emerito di pneumologia dell’Ospedale Ca’ Granda – Niguarda di Milano, superati gli 80 anni e tuttora in attività, ne ha davverro viste tante nella sua lunga e intensa vita di medico. Ne ha raccontato a più riprese anche nei suoi libri. Gli abbiamo chiesto di dirci la sua sull’epidemia da coronovirus. Ecco la sua testimonianza.

Nel  1968 ho affrontato,  come assistente in  anatomia patologica presso l’Ospedale di Niguarda  l’epidemia della influenza denominata “Hong Kong” che fece circa 20.000 morti. Eravamo in tre assistenti  ed il carico di autopsie era di circa 15 ogni giorno. Le morti erano indotte, in prevalenza, da polmoniti batteriche che colpivano  pazienti  anziani,  affetti da bronco pneumopatie  croniche ostruttive (Bpco ) tipiche dei fumatori, da diabete, cardiopatie o semplicemente in  età avanzata. In quegli anni l’ospedale contava circa 2.500 letti e quindi in linea di massima si riuscì a sostenere l’impatto dei  ricoveri anche se evidentemente con difficoltà si salvavano i pazienti.  Il virus influenzale infatti induce una severa immunodepressione che favorisce in un secondo tempo la complicanza batterica polmonare con germi spesso resistenti agli antibiotici.

Quell’esperienza portò le case farmaceutiche ad investire sulla ricerca di nuove classi di antibiotici commercializzate poi negli anni successivi. Pur essendo, allora molto  giovane,  non ricordo un impatto sociale cosi devastante come sta avvenendo in questi giorni. La morte dei propri cari, in quell’anno, comunque ricoverati e curati, diventava ineluttabile ed accettata senza remore sulla efficienza  della sanità pubblica

Perché oggi è tutto così diverso? La pandemia in corso indotta da questo virus ha caratteristiche molto particolari che si possono così riassumere :

a ) elevata contagiosità al punto che si parla in Inghilterra di favorire l’immunità di gregge sacrificando una parte della popolazione. È il principio secondo cui la catena dell’infezione può essere interrotta quando un adeguato numero di persone avrà contratto il virus.  Nel caso del coronavirus si ipotizza il 66% della popolazione.

b ) insorgenza di polmoniti interstiziali ossia  complicanze polmonari sostenute da una liberazione di citochine flogogene  (alcuni tipi di interleuchine ed in particolare la IL6) nell’interstizio polmonare che il coronavirus induce. Quindi nessuna polmonite batterica da immunodepressione  ma una polmonite interstiziale che raramente viene indotta dai virus influenzali  stagionali e che invece in questo caso presenta  una relativa alta incidenza.  Questo tipo di polmonite, che non risponde a terapie antibiotiche di nessun tipo,  porta ad una progressiva insufficienza respiratoria che, se non supportata da adeguata ventilazione polmonare in area di rianimazione, porta all’exitus.

Ecco quindi l’impatto sociale completamente diverso rispetto al ’68

Il numero insufficiente dei letti di rianimazione sta portando ad una apparente morte per inadeguata assistenza sanitaria e quindi emotivamente, si suppone, che un nostro congiunto che poteva essere salvato muore per colpa di una mancata assistenza per mancanza di letti in unità intensive respiratorie.

Quindi di fronte ad una pandemia dove la quota di malati è relativamente bassa, si parla dell’1% dei contagiati, vi è un’elevata incidenza di morti per inadeguata assistenza? Dal Corriere del 15 marzo si riporta che su 156.000 casi positivi nel mondo ci sono a tutt’oggi 5.614 morti. Ma quanti di questi potevano essere salvati ?  Difficile rispondere ma sicuramente un elevato numero di questi deceduti era affetto da  patologie multiple  che non hanno consentito il recupero del paziente.  Ci tengo a precisare, inoltre, che, come pneumologo, in 50 anni di professione, le poche polmoniti interstiziali sostenute da un virus influenzale che mi sono capitate, nonostante  il tempestivo ricovero in unità intensiva sono tutte decedute e non si trattava in tutti i casi di pazienti anziani o defedati. Se ne deduce che la polmonite interstiziale di natura virale non è semplice da guarire.

Quali riflessioni?

Che se, con il senno di poi, i letti della rianimazione fossero stati adeguati, la morte, comunque ineluttabile,  sarebbe stata accettata  con più rassegnazione così come avvenne  nel ’68 .

Quali speranze?  

Una novità di questi giorni apre qualche speranza di possibile controllo della polmonite interstiziale e cioè un anticorpo monoclonale da anni somministrato, sottocute, ai pazienti affetti da artrite reumatoide,  malattia autoimmune scatenata dalla interleuchina 6 (IL6),  una delle citochine flogogene più  aggressive. Poiché nei pazienti che finiscono in rianimazione è proprio questa IL6 che porta alla insufficienza  respiratoria un uso tempestivo di  questo anticorpo, noto con il nome di Tocilizumab, potrebbe essere di possibile  aiuto. Le sperimentazioni sono in corso e  sembrano promettere bene.  La casa farmaceutica Roche si è resa disponibile a fornire il farmaco gratuitamente. Se questo trattamento risulterà efficace come è già  avvenuto, in qualche raro caso, in Cina ed a Napoli,  potrà  in prospettiva ridurre  il numero dei morti.

L’infiammazione

Nel mio ultimo libro, scritto con il coblogger Pierangelo Garzia e una squadra di specialisti, “Come ringiovanire invecchiando”, affrontiamo il capitolo della infiammazione come premessa  di tutte le malattie e racconto di un singolare caso clinico di una giovane paziente depressa in terapia con 4 farmaci antidepressivi per un tentato suicidio. Fra gli esami  ematologici, da me richiesti per valutare la sua condizione infiammatoria, c’erano la  IL6 e la proteina c reattiva,  entrambi risultati  a valori molto elevati. Usando l’anticorpo monoclonale Tocilizumab che  neutralizza l’IL6,  avrei potuto curare la sua depressione? Ma se questa donna di 56 anni contraesse il coronavirus partendo da una condizione infiammatoria così elevata sarebbe più esposta al rischio di una polmonite interstiziale ? Sicuramente sì ed ecco quindi come si potrebbero spiegare alcune morti in pazienti  relativamente giovani e senza fattori apparenti di rischio.

Come ridurre l’infiammazione?

In primis alimentazione povera di carboidrati, per assurdo la dieta chetogenica, tanto demonizzata sta diventando la dieta di maggiore prevenzione  contro le malattie .

Digiuno intermittente cioè  fare passare da 14 a 16 ore fra un pasto e l’altro almeno un paio di volte alla settimana questo ridà vita al sistema immunitario ed elimina i mitocondri danneggiati.

Attività fisica moderata, se non potete uscire organizzatevi in casa oppure fate 2 piani di scale (in salita) 4 volte al giorno, equivalgono a circa 8.000 passi.

Come integratori vit. C meglio da masticare 500 mgr due volte al giorno, glutatione, coenzima Q10, probiotici ed infine il mitico Kaloba, fitofarmaco che attiva il macrofago cioè la cellula dell’immunità innata in grado di neutralizzare virus e batteri.

Ma l’inquinamento gioca qualche ruolo nella diffusione di questo virus?

A questa domanda mi risponde Roberto Boffi, amico e collega dell’Istituto dei Tumori che da anni lotta contro vari tipi di inquinamento oltre che quello da fumo di sigarette: “Caro Enzo, secondo i risultati dei campionamenti effettuati a Wuhan dai nostri colleghi ed amici cinesi ed americani, il virus si  aggrega ai PM (poveri sottili) e più ce ne sono più diventano carriers di SARS – CoV-2 . In teoria, se non ci fosse inquinamento dovrebbe diminuire sicuramente pure la trasmissione.  Importante è però considerare che non sappiamo ancora per quanto tempo rimane attivo il virus nel PM”.  Va inoltre tenuto presente, aggiungo io,  che l’inquinamento induce infiammazione cronica  nelle mucose delle vie respiratorie e rappresenta quindi un fattore di rischio aumentato per le complicanze polmonari  indotte dal virus.

Concludo con una metafora calzante appena letta sul  sito  di Brain Circle e scritta da Massimiliano Sassoli de’ Bianchi, docente presso  il  Center Leo Apostel for Interdisciplinary Studies (CLEA) della Vrije Universiteit di Bruxelles:  “il coronavirus è un hacker  creato dalla natura per mostrare la vulnerabilità del nostro sistema prima che collassi completamente”.

 

 

 

 

 

32 Risposte

  1. Un prof. Umano e illuminato.

    • Quindi un certo Panzironi (giornalista ),divulgatore scentifico non ha tutti i torti che cpn una costante integrazione ,e dieta low carb. Si vivrebbe meglio

      • No in quanto debilita per cui è’ bene idratarsi e nutrirsi …
        L ‘unico errore di Panzironi è’ stato quello di non tutelarsi con un medico
        Nell ‘esprimere le sue ipotesi

    • Grazie, professore. Lo scorso anno, al Convegno Omeopatico FIAMO di Torino, ho avuto l’onore di presentare la sua relazione ai medici convenuti, oggi sono onorato di poter riflettere su queste sue riflessioni.

  2. Complimenti Professore .ma il virus oltre il contagio fra uomini è nell’aria ? E la disinfestazione e indispensabile viene fatto in maniera molto blando ..grazie

  3. Complimenti Professore .ma il virus oltre il contagio fra uomini è nell’aria ? E la disinfestazione e indispensabile viene fatto in maniera molto blando ..grazie

  4. Buongiorno professore La ringrazio per il suo esposto perché veramente chiaro e di facile comprensione per tutti Mi occupo di alimentazione low carb è chetogenica da tempo e sentire confermato ciò che dico è veramente di grandissima importanza per me

    • Buongiorno Prof ho letto con attenzione il suo esposto, non sono un medico, non sono nulla, ma vissuto per oltre quindici anni in Nigeria, Nazione ricca ma povera. Ho vissuto nei periodi cruciali, dalla guerra del Biafra, dell’Ebola, febbre gialla,AIDS,colera, malaria ecc.ecc. Mai visto o quanto meno sentito tanti morti in poco tempo come sta succedendo in questo momento di grande economia.
      Pensiero perverso ( si è sparso nell’aria questo contagio 😷)

      Cordialmente

  5. Buongiorno Professor Soresi, grazie per suo articolo. Una domanda: digiunare potrebbe essere utile a combattere il corona virus , una volta preso? Grazie in anticipo.

  6. Ottima spiegazione

  7. Gentile Prof. Solesi, la ringrazio per questo articolo che si è rivelato chiaro e molto utile per inquadrare questo complesso fenomeno che ci riguarda. Io sono una psicologa e assieme a dei miei colleghi stiamo producendo uno psico-podcast in cui trattiamo argomenti legati al difficile periodo che stiamo attraversando. Essendo lei un illustre esperto sull’argomento mi piacerebbe intervistarla telefonicamente.
    Le lascio qui il link dove può trovare le registrazioni del podcast: https://www.podchaser.com/podcasts/psicopodcast-1029128
    In attesa di una sua risposta, le porgo cordiali saluti.

  8. Caro Enzo,
    Come sempre un’ esposizione chiara e interessante. Mi ha particolarmente colpito il parere sulla dieta/digiuno di 14-16 ore… proverò.
    Grazie e spero di rivederti presto quando questa pandemia diraderà…
    Un abbraccio

  9. Si professore, grazie e speriamo che tanta situazione faccia veramente riflettere per sempre ogniuno di noi.

  10. Quindi con le marmitte catalitiche andremo peggiorando!?!

  11. In questi giorni di costante abbandono alla lettura,ho riletto i Suoi bellissimi “Il Cervello Anarchico” e “Mitocondrio mon Amour”ed è proprio vero che i libri bisognerebbe rileggerli almeno due volte in tempi relativamente distanti,perché se è pur vero che quando li ho letti la prima volta li ho trovati molto belli,in questa occasione avevano la reiterazione delle cose belle che vengono custodite nei luoghi della memoria,cioè dove abita il cuore.Chapeau Professore anche per il Suo eloquio brillante e trascinatore.ps:ho veduto molti commentatori che Le chiedono se il corona virus si lega alle polveri sottili e quindi nell’ambiente;crede sia vero?

  12. Buonasera Dott. Soresi,
    Complimenti per la Sua professionalità.
    Una domanda: il Kaloba può essere assunto anche non in presenza di malattia da raffreddamento, ma come integratore al sistema immunitario? e se sì, per quanto tempo?
    Grazie in anticipo,
    Ilaria

  13. Interessante

  14. Buongiorno, mi sono documentato tramite i video del proff Stefano Montanari al quale conferma che il COVID 19 e un virus non mortale come fanno vedere le tv e tutti i mezzi di comunicazione. Come ha detto lei prima attacca chi ha già delle patologie gravi ed il paziente muore della sua patologia ma non del COVID 19 poi vivere pubblicato un altro paziente morto per il virus , ma in effetti è morto avendo anche il virus ma non è morto per il virus, vorrei capire la verità di COVID 19 perché mi risulta che i ceppi del virus sono diversi da quelli della Cina Germania Italia …. quindi cosa sta succedendo visto che la colpa iniziale era della Cina 🇨🇳 è il COVID 19 e così grave davvero ? E il proff Massimo Montanari le sue informazioni come le considera ? Grazie

  15. Professor Soresi la ringrazio per questo eccellente articolo. Soprattutto in momenti difficili come quello che stiamo vivendo analisi chiare e ragionate come la sua sono indispensabili. Personalmente seguo una dieta low carb da 6 anni e sono rinato. Soffrivo di ipoglicemia, allergie di stagione per le quali ero costretto ad assumere cortisone, frequenti ricadute di herpes simplex. Da quando ho fortemente ridotto i carboidrati non ho più sofferto di alcuna patologia, l’allergia è risolta e non ho mai preso un’influenza. Integro Vitamina C, Vitamina D a dosi maggiori di quanto consigliato e mi sento un leone, pur non essendo più un ragazzino. Il ruolo dell’inquinamento da Pm10 in questa epidemia è fondamentale. Per cui di nuovo grazie per le sue parole.

  16. Dopo aver letto e riletto anni fa il suo illuminante libro “Il cervello anarchico” , la ringrazio per queste sue significative dichiarazioni e indicazioni di stili di vita.

  17. Gent prof Soresi, grazie per il suo articolo. Ritrovo molte delle accortezze che sto mettendo in opera compreso l’uso di keloba. i carboidrati favoriscono l’infiammazione, quindi giusto spostare il metabolismo verso proteine-grassi per produrre energia. Tante verdure pero’, frutta limitata perche’ troppo zuccherina. Si’ ai frutti ricchi di vitC. Io mi permetto anche di suggerire l’assunzione di vitD, una panacea per il sistema immunitario.

  18. […] in estrema sintesi dalle fonti epidemiologiche e virologiche accreditate. Ed ecco il fattore umano: lo ha detto perfettamente Massimiliano Sassoli de’ Bianchi, docente della Clea all’Università di […]

  19. Io ci credo a lui grazie dro

  20. Ringrazio per queste illuminanti informazioni che, anche se non attutiscono la gravità allarmante del momento, contribuiscono a renderci consapevoli della nostra insipienza e del bisogno che abbiamo di prenderci cura seriamente del nostro benessere rispettando i ritmi della natura, conoscendola meglio adeguandoci alle sue esigenze. Elisa Zoppei

  21. Gentile prof. grazie per il suo articolo, chiaro e utile. Mi chiamo Maria Michelazzo. Le scrivo perchè mio figlio vive e lavora a Londra da anni. Mi chiedevo se lei potesse dare dei piccoli consigli per aiutare il sistema immunitario, oltre a quelli che già ci ha consigliato nell’articolo. Più precisamente Kaloba può essere preso come integratore in senso preventivo? E’ utile assumere vit.D in forma liquida giornalmente?

  22. Letto con attenzione e consueta ammirazione!

  23. […] e qui due fonti autorevoli sul coronavirus, alternative al terrorismo di […]

  24. Salve Prof. Soresi, mi chiamo Buagio Lombardi, ho 62 anni, mi complimenti per l’esauriente spiegazine ma mi preoccupa un pò, sono un grande consumatore di carboidrati ma faccio regolarmente attività sportiva e per fortuna non prendo influenze da almeno 20′ anni, pensa che debba cambiare qualcosa? Grazie

  25. […] sul coronavirus, ritroviamo nel web un post su Neurobioblog che fa delle considerazioni di carattere nutrizionale. Nel paragrafo Come ridurre […]

  26. Grazie Professore, sono Silvia Guasti da Firenze- Paziente a grave rischio…Diabetica, Operata per osteonecrosi totale anca sx, e ieri ho iniziato a leggere il bellissimo, seppur per me , terribile, “il CERVELLO ANARCHICO. Cercherò di contattarla…e se dovesse essere il caso, non so se lei riceve im un momento come questo…Cercherò…
    Ultimo ma non poco importante: sono una fumatrice dall’eta’ di 12 anni e sono stata operata di un tumore di Wirth con asportazione totale parotide dx.
    Mi scuso di aver aperto il mio libro- a tutti- è che è necessario io viva, come tutti, poveri e ricchi…sebbene purtroppo moriremo solo noi, sacrificabili
    Sono del 1959, e dall”80 in cura psichiatrica.

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