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Parliamo del ritorno della tubercolosi


La tubecolosi (Tbc) inItalia sta ritornando ed anche in forme più aggressive di quella storica contro cui, mio padre, medico tisiologo combattè negli anni ’50. In quegli anni il nostroPaese fu un modello di organizzazione sanitaria perfetta, vincente anche senza gli antibiotici ed i Drg ( rimborso per patologia versato dalla Asl agli ospedali ) tanto cari alla sanità lombarda.

Si trattava in quegli anni, in prevalenza di Tbc polmonare, che veniva combattuta con  l ‘igiene , l’alimentazione , l’aria salubre dei Sanatori , l’isolamento, il sole  e l’accudimento medico prevalentemente di tipo relazionale. Poi tanta prevenzione , i dispensari disseminati su tutto il territorio nazionale , le visite periodiche nelle comunità ( dalle scuole alle carceri ) , l’informazione a tappeto. La scritta ”  vietato sputare ” che campeggiava sui tram e sui cessi pubblici. Ricordo,  io bambino , i primi antibiotici con mio padre che,  ridendo, diceva: i farmaci fondamentali sono tre  ( isoniazide , etambutolo e rifampicina ) e per non sbagliare li usiamo assieme e così  i nostri pazienti li guariamo tutti ed in un tempo più breve. 

Oggi,  dopo anni di dimenticatoio ,  in cui solo l’Africa sembrava il serbatoio  della Tbc, il temuto germe è ritornato più agguerrito di prima in quanto germe multi-resistente. E cosa trova ? Non più i filtri dispensariali di un tempo , non più gli ambulatori scolastici , non più i medici specialisti e sopratutto non più farmaci adeguati a contrastare questo tipo di bacillo particolarmente agguerrito. Ed ecco come l’episodio di una  piccola epidemia scoppiata in questi giorni nella scuola  milanese Leonardo da Vinci diventi l’emblema della più totale disorganizzazione con oltre 100 bambini contagiati , 12 ammalati e l’untore bacillifero  non ancora identificato. Genitori giustamente preoccupati ma di cui una quota ha anche negato il permesso di fare il test della tubercolina ai loro bambini ( e se fra quelli ci fosse il malato ? ). 

Che tristezza cari amici pensare che solo in  quel triste periodo di autoritarismo si potessero promulgare leggi adeguate  , costruire Sanatori nelle zone climatiche più idonee , sviluppare prevenzione in comunità ecc. ecc. Evidentemente i nostri politici hanno la memoria corta e l’Italia , forse , celebrando il suo 150° anno di nascita ha dimenticato parte della sua migliore storia quando a mio padre,  assieme a molti  altri colleghi tisiologi ,  fu consegnata  dall ‘allora presidente della repubblica  Luigi Einaudi , la medaglia d’oro per la lotta alla tubercolosi.

Nell’immagine: uno storico poster del 1940 in cui si confrontano le vittime delle guerre americane, dal 1776, con quelle della tubercolosi.