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Franco Zarattini: “L’isteria oggi”


(Post a cura di Franco Zarattini, neurologo e psichiatra)

CharcotL’isteria non è una malattia psicologica come insegnavano Pierre Marie Félix Janet (nato a Parigi nel 1859 e deceduto nel 1947) alla Facoltà di Medicina a Nancy e Jean Martin Charcot (nato a Parigi nel 1825 e deceduto a Niévre nel 1893) alla Salpetrière di Parigi frequentate da Sigmund Freud che disponeva di una borsa di studio. Nei soggetti isterici predominano l’iperemotività e la costante ricerca di attenzione tramite un approccio impressionistico ed un atteggiamento superficiale verso la realtà esterna che trascura i particolari ritenuti insignificanti. Incapaci di concentrazione prolungata questi pazienti prediligono attività intuitive piuttosto che cognitive. Appaiono seduttivi anche inconsapevolmente essendo in grado talvolta di intrattenere relazioni interpersonali stabili e profonde.

L’isteria non è solo femminile

L’isteria non è una prerogativa solamente femminile e nemmeno è dipendente da una marcata instabilità dei livelli ormonali, benché in greco il termine ysteria si riferisca all’utero. Molte teorie legate alla malattia sono venute meno, comprese quelle della sua origine per il progresso nella ricerca.

Sigmund Freud aveva focalizzato i propri studi sull’isteria inquadrata come una nevrosi – termine attualmente superato e sostituito con disturbo isterico di personalità – descrivendola come espressione fisica e psicologica di un grave disagio interiore dipendente soprattutto dalla sessualità. Sosteneva convinto che l’isteria fosse un disturbo psicologico conseguente ad un’intima conflittualità tipica di una condizione femminile con i tratti di una marcata instabilità emotiva che trasferendosi a livello somatico provocava fenomeni motori e sensitivi caratterizzati da spasmi muscolari e contrazioni convulsive fino alla dissoluzione transitoria della coscienza. Ma sbagliava!

Isteria e cervello: le ricerche 

La svolta diagnostica è dovuta ai ricercatori del centro “Aldo Rovelli” dell’Università degli Studi di Milano che in collaborazione con il Dipartimento di Bioingegneria dell’Università degli Studi di Trieste hanno trovato una correlazione diretta tra l’incremento del neurotrasmettitore glutammato nelle aree encefaliche appartenenti al sistema limbico notoriamente impegnato sia nella regolazione di disagi emozionali e dell’umore, sia della gravità di alcuni discontrolli psicologici in pazienti con disturbo neurologico funzionale. Questo studio è stato pubblicato sulla rivista americana “Neurology” avendo rivoluzionato le ipotesi sulle cause del disturbo isterico trasferendole da quelle sfuggenti di tipo psicologico a quelle misurabili di tipo neurochimico. La scoperta italiana è significativa per avere trovato un marcatore organico dell’isteria misurabile in modo non invasivo con valenza diagnostica in quanto si è finalmente a conoscenza della sua sregolazione chimica di base, così da poter ipotizzare una futura disponibilità di terapie mirate alla modulazione del glutammato limbico con nuovi farmaci che la ricerca renderà disponibili.

Per arrivare all’encefalo il glutammato viene sintetizzato dal glutine e dalla caseina da latte di origine animale agendo come un neurotrasmettitore eccitatorio, che viene trasformato in glutammina, il cui sovraccarico abnorme provoca danni neuronali da eccitotossità come succede nelle Sclerosi Progressive e nella malattia di Alzheimer, tra le molteplici ipotesi patogenetiche mai confermate in questa forma morbosa. Lo studio italiano realizzato con Risonanza Magnetica Spettroscopica ha chiarito che nell’encefalo dei pazienti isterici la chimica ha trovato nella glutammina la causa del suo accumulo patologico nelle aree affette.

I pazienti isterici sono sempre stati difficilmente curabili in quanto diffidenti verso le terapie consigliate per cui si rivolgono ad altri specialisti non accettando di essere ritenuti instabili psicologicamente ed emotivamente. Gli attacchi isterici nella manifestazione clinica classica tendono ad essere simili all’epilessia innescati da un crescendo emozionale assai negativo ed incontrollabile fino ad esplodere in forme cliniche polimorfe tali da imitare tante malattie organiche e neurologiche. In psicologia l’isteria è sempre stata considerata un disturbo mentale in cui i conflitti psicologici appaiono con sintomi somatici che vengono inconsciamente trasformati in sintomi fisici, quali cecità e paralisi motorie temporanee assieme a gravi reazioni di disgregazione mentale con improvvise sospensioni di funzioni importanti come la coscienza, l’identità e la percezione.